music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

charlie_cunningham_outside_thingsCHARLIE CUNNINGHAM – Outside Things E.P.
(Bleached, 2014)

Quello di Charlie Cunningham, da Oxford, non è il debutto di un cantautore chitarra-e-voce come tanti, se non altro per la particolarità dei due semplici elementi essenziali dell’espressione del giovane artista inglese, entrambi esplicati con una naturale confidenza degna di un veterano.

Dalle quattro tracce del breve Ep “Outside Things” affiora infatti una personalità già tanto matura da permettere a Cunningham di adoperare quale biglietto da visita il proprio peculiare modo di suonare la chitarra, condito da un’interpretazione a voce ferma e decisa, i cui accenti teatrali tengono testa al contenuto ritmico di vigorosi accordi innervati di evidente calore latino. Sono gli elementi della title track d’apertura dell’Ep, che svela in maniera emblematica i frutti del tempo trascorso da Cunningham a Siviglia: il brano è quasi un flamenco cantato con iniziale piglio robusto, i cui toni si placano leggermente lungo la simbolica narrazione del passaggio traumatico alla vita esteriore, riassunto nel titolo e descritto nel testo con una delicatezza poetica alla quale corrisponde un’interpretazione ben distante dalla retorica. Il timbro di Cunningham permane infatti sempre piuttosto marcato, a tratti persino sbilenco, dovendo saldarsi ai tempi serrati scanditi dalla chitarra, impiegata quale strumento al tempo stesso armonico e ritmico.

Analoga modalità di esecuzione ricorre negli altri tre brani dell’Ep, che presentano tuttavia tonalità più sfumate, con la chitarra che torna “semplicemente” spagnoleggiante e le interpretazioni che, di conseguenza, diventano più intime e riflessive, tanto da plasmare “Plans” e “In One Out” quali scorci di soffuso intimismo che, in particolare nel secondo caso, rivelano strette parentele con le radici latine di José González. Il finale è tuttavia in lieve crescendo, con “Lights Off” che muove da un pacato romanticismo bucolico per poi svolgersi nella melodia più fluida del breve lotto di canzoni.

Lo scarso quarto d’ora di “Outside Things” è comunque più che sufficiente per ravvisare le notevoli doti di Charlie Cunningham, artista che per ricchezza della tecnica esecutiva e personalità del songwriting appare già destinato a mettersi in luce ben oltre i sotterranei circuiti cantautorali.

https://www.facebook.com/charliecunninghammusic

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Questa voce è stata pubblicata il 13 gennaio 2015 da in recensioni 2014 con tag , , , , , , , .
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