music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

JETSTREAM PONY – Jetstream Pony
(Shelflife / Kleine Untergrund Schallplatten, 2020)*

Rimanda davvero ad altri tempi, per tutti gli amanti del pop chitarristico di almeno un quarto di secolo fa, l’attesa di un album di debutto dopo una teoria di singoli dispensati nel corso di un periodo piuttosto ampio. Per coloro che non hanno mai smesso di coltivare quella passione, non sarà certo una sorpresa trovarsi di fronte alla prima, omonima prova sulla lunga distanza dei Jetstream Pony, denominazione già comparsa nell’ultimo triennio su una manciata di singoli ed Ep, che non poteva non richiamare su di sé l’attenzione degli appassionati del genere alla sola lettura della line-up, capitanata da Beth Arzy (Aberdeen, Trembling Blue Stars, Luxembourg Signal, Lightning In A Twilight Hour) e da Shaun Charman (The Wedding Present, The Popguns), entrambi già in The Fireworks, e completata dal bassista Kerry Boettcher (Turbocat) e adesso dal batterista Hannes Müller (The BV’s).

È sufficiente il curriculum dei suoi componenti per collocare la “nuova” band nell’alvo del più classico guitar-pop britannico, con la sua magica miscela tra vigore elettrico post-punk e sognante dolcezza delle melodie. Anche per quanti non ne avessero seguito i singoli, immediata conferma di quanto ci si potrebbe attendere dai Jetstream Pony proviene dal brano d’apertura del disco – e sua prima anticipazione – “It’s Fine”, i cui primi secondi all’insegna di languide chitarre jangly sulle quali l’inconfondibile voce di Beth Arzy entra a scandire melodie con consumata classe e delicatezza. Tuttavia, nonostante i toni del lavoro non vadano mai particolarmente sopra le righe, e anzi episodi quali l’incantevole “Gone To Ground” e “Worthless” si collochino su prevalenti registri di sognante scorrevolezza, nel corso della scaletta la grana elettrica della band inglese tende a irrobustirsi, con distorsioni liquide e strati di fuzz che tuttavia non arrivano mai a soffocare l’impianto melodico anche dei passaggi più decisi (“Trapped In Amber”, “Outside”).

Tra migliaia di band in circolazione che, spesso erroneamente definite “indie-pop”, propongono canzoni elettriche, a distinguere la proposta dei Jestream Pony è piuttosto l’attitudine alla scrittura e la sensibilità melodica, attraverso le quali gli stessi ingredienti vengono ricombinati in un amalgama non semplicemente nostalgico né tanto meno appiattito su stereotipi odierni, bensì dotato di quello speciale “quid”, di quella agrodolce leggerezza, ben riconoscibile anche in filigrana a brani dai robusti intrecci di chitarre e ritmiche.

*disco della settimana dal 18 al 24 maggio 2020

https://www.facebook.com/jetstreamponyband

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: