MOGWAI
As The Love Continues
(Rock Action, 2021)*

Erano tempi ormai ben distanti quelli in cui un “giovane team” di ragazzi scozzesi si affacciava al mercato discografico raccogliendo l’abituale manciata di singoli nell’abbagliante album-compilation “Ten Rapid” (1997); erano gli albori del calderone post-rock, era il tempo del rimescolamento di suoni e stili preliminare al simbolico passaggio di secolo, ma erano appunto ancora i tempi del formato fisico e dei primi passi di una band caratterizzati da una teoria di singoli in vinile.

Sì, era per molti versi un’altra epoca quella nella quale i Mogwai hanno dapprima colpito l’immaginario degli appassionati del “rock” (?) alternativo con i loro fraseggi strumentali, le chitarre liquide in crescendo e le atmosfere romanticamente dilatate, squarciate da distorsioni rumorose o solcate da occasionali parti vocali. Nei quasi venticinque anni da allora trascorsi, mentre tutto intorno mutava vorticosamente, la loro formula si è evoluta senza mai snaturarsi, inanellando una lunga teoria di album veri e propri e di composizioni per colonne sonore che, pur non avendoli innalzati al successo ai più alti livelli, li ha consolidati tra le (ormai non più numerose) band di sicura affidabilità. Tra alterne vicende, passaggi più o meno ispirati, i Mogwai non hanno mai veramente fallito un colpo, presentando in ogni album saggi della loro personalità definita, senza ricadere nella semplice ripetizione di sé stessi.

Allora, dopo un quarto di secolo di attività, quali spunti di interesse può presentare il loro decimo lavoro in studio? Innanzitutto proprio quella continuità consapevolmente suggerita dal titolo stesso del disco, che tuttavia va di pari passo con l’ininterrotta ricerca di soluzioni da innestare sulle dense progressioni di chitarre e tastiere che costituiscono il suono distintivo della band. Nell’ora di durata di “As The Love Continues” si ritrovano l’alternanza tra soffici arpeggi chitarristici e progressioni post-rock (“Drive The Nail”), residue esplosioni di feedback (“Pet Stains”) e il quasi immancabile passaggio cantato (“Ritchie Sacramento”), che nell’occasione dimostra una sorprendente indole pop. Non mancano tuttavia spinte più marcate sulle tastiere (“Dry Fantasy” e l’incipit di “Here We, Here We, Here We Go Forever”), ma soprattutto una varietà di soluzioni compositive che attraverso texture chitarristiche pazientemente intessute costruiscono una tensione romantica che sfocia in elegiache pièce da colonna sonora (“Fuck Off Money”, “It’s What I Want To Do, Mum”).

Pur rimandando inevitabilmente indietro nel tempo, “As The Love Continues” non è affatto un album per nostalgici o per soli appassionati dei Mogwai; è invece la testimonianza ancora fresca e attuale della classe di una band che con la sua musica riesce ancora a emozionare e coinvolgere (quasi) come se fosse la prima volta, appunto come un sentimento di lunga durata, che proprio mutando gradualmente risulta vivo e presente più che mai. To be continued…

*disco della settimana dal 15 al 21 febbraio 2021

http://www.mogwai.co.uk/

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