JOSÉ GONZALEZ – In Our Nature (Peacefrog, 2007) La sala è ancora animata da un leggero brusio, quando le pesanti tende di velluto rosso scorrono elegantemente facendosi da parte, mettendo così a nudo il grande palco sul quale una figura si staglia solitaria nel buio, al centro della scena, ancora indefinita. Improvvisamente si crea un…

GRAVENHURST – The Western Lands (Warp, 2007) Quarto album per Gravenhurst, creatura artistica di Nick Talbot, autore che, dall’inizio del decennio in corso, ha seguito un percorso musicale dall’originaria impronta folk, gradualmente sviluppato secondo una sensibilità “elettrica”, indubbiamente memore di esperienze spazianti dallo shoegaze al post-rock. Dopo due album di folk etereo, a prevalenza acustica,…

SWOD – Sekunden (City Centre Offices, 2007) Se è vero che, a tutt’oggi, l’annata discografica sembra caratterizzata da una messe notevole di produzioni a grandi linee riconducibili all’”experimental piano music” (da Eluvium a Library Tapes, passando per Rafael Anton Irisarri), è vero anche che molti degli interpreti di tale espressione artistica vi sono pervenuti attraverso…

ALASKA IN WINTER – Dance Party In The Balkans (Regular Beat, 2007) Non è certo una novità l’interesse da qualche tempo suscitato dai suoni tradizionali dell’Europa centro-orientale; tuttavia, non sono molti gli artisti che si sono arrischiati a spingersi al di là di un’emulazione formale degli stessi o, al più, di una loro contestualizzazione in…

VALGEIR SIGURÐSSON – Ekvílibríum (Bedroom Community, 2007) Collaboratore di artisti importanti e di diversa estrazione, produttore, fondatore di un’etichetta discografica e, finalmente, anche intestatario in prima persona di un progetto musicale: questo è il percorso seguito nel volgere di pochi anni da Valgeir Sigurðsson, poliedrico artista islandese reduce da una ormai stabile collaborazione con Bjork…

HELIOS – Ayres (Type, 2007) Come se la sua personalità artistica non presentasse già tante diverse sfaccettature, Keith Kenniff ne aggiunge un’altra, non poco sorprendente, nella mezz’ora scarsa di questo mini album, che costituisce l’immediato seguito degli splendidi intrecci elettroacustici dell’ultimo “Eingya”. Nelle sei tracce comprese in “Ayres” non solo si affaccia per la prima…