music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

L’amore non è bello

DENTE – L’amore Non è Bello
(Ghost, 2009)

“L’amore non è bello” (senza puntini di sospensione, sia chiaro) non è lo scontato inizio di uno proverbio, ma è un’affermazione recisa, che intende sottolineare in maniera esplicita la presa di distanze del cantautore Giuseppe Peveri, in arte Dente, dell’altrettanto scontata e retorica del cuore/amore, nella quale troppo facilmente incorrono quanti scrivono (o pensano di scrivere…) canzoni pop in italiano.
“L’amore non è bello” è dunque il terzo album di Dente, scopertosi cantautore solista dopo un passato da solo chitarrista e già fattosi apprezzare con il precedente “Non c’è due senza te” e per performance dal vivo nelle quali, oltre a presentare il suo lato strettamente musicale, concede libero sfogo a un’ironia quasi cabarettistica, espressa in giochi di parole e racconti stravaganti, dotati di una sana dose di cinismo. Lo stesso cinismo che ci vuole a far uscire proprio il giorno di San Valentino un album incentrato sì su temi amorosi, ma trattati in modo tutt’altro che mieloso, sezionando rapporti esauriti e narrando dell’amore soprattutto gli aspetti meno prosaici e forse per questo più autentici.

Decisamente più curato nella produzione e negli arrangiamenti rispetto al debutto “Anice in bocca” e al predecessore “Non c’è due senza te”, “L’amore non è bello” vede Dente alle prese con un passaggio importante nell’acquisizione di una consapevolezza cantautorale che affonda palesemente le sue radici nella tradizione popolare italiana, tuttavia riveduta con un piglio fresco e personale, cui giova senz’altro lo spirito giocoso ma mai troppo autoreferenziale di testi dotati del pregio di non prendersi troppo sul serio, non così comune da riscontrare in chi fa musica in Italia.

In tredici brani limpidi e davvero godibili, Dente dimostra di sapersi destreggiare con abilità nella scrittura di canzoni dal pronto impatto melodico e adesso impreziosite da un ricco impianto strumentale, che lo vede impegnato al pianoforte oltre che alla chitarra e supportato dall’orchestrazione dei fiati a cura di Enrico Gabrielli (Afterhours), oltre che da altri collaboratori occasionali quali Fabio Dondelli e Andrea Abeni (Annie Hall) e l’immancabile Vasco Brondi. La maggior cura nella realizzazione del lavoro finisce dunque per esaltare l’aggraziato sentore agrodolce dei testi, che rappresentano il vero tratto distintivo del cantautore emiliano. Se infatti dal punto di vista melodico risulta inevitabile stabilire un nesso con il lirismo del Battisti più arioso, magari amalgamato con un pizzico del disincanto e del sottile nonsense di un Ivan Graziani, Dente riesce tuttavia a riempire i suoi brani di un’impronta personale, facendosi apprezzare tanto nelle canzoni d’amore al contrario (“sapessi che piacere che mi dà l’idea di non vederti più”, “dove sono andate tutte quelle cose che non dividiamo più”) quanto in narrazioni divertite, come quella della disavventura con l’etilometro di “Quel Mazzolino”, che dimostra la sottile ricercatezza del calembour linguistico (“ma non le sembra un controsenso scrivere un verbale?”).

Ma Dente sa anche ammantare le sue canzoni di un’aura malinconica ma mai seriosa, come nei pezzi in cui rinuncia ai pur discreti divertissement a base di tastierine vezzose, in favore di canzoni d’amore più lineari o della semplicità della chitarra e del pianoforte, che accompagna le caustiche riflessioni sulla vita di coppia delle varie “Incubo”, “Buon appetito”, “Sole” e “Sempre uguale a mai”.
Al di là dell’approccio alle tematiche trattate, “L’amore non è bello” è un lavoro con tutte le carte in regola per avvicinare al suo autore un pubblico più vasto di quello del solo ambito indipendente, e rappresenta altresì la dimostrazione di come il cantautorato pop italiano possa ancora trovare interpreti brillanti e credibili, con buona pace di chi continua a pensare che certa musica italiana si esaurisca soltanto negli stantii rituali sanremesi.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 10 febbraio 2009 da in recensioni 2009.
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