music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Behind Us

DISINTERESTED – Behind Us
(Dynamophone, 2007)

Reduce dalle atmosfere incantate dell’ultimo “Having”, Matt Brown, chitarrista dei Trespassers William, si cimenta in un’opera solista, la sua seconda sotto l’alias Disinterested, ma la prima a ricevere una distribuzione accettabile, grazie alla Dynamophone Records, etichetta giovane ma che certamente farà parlare di sé in ambito elettroacustico e ambientale. Sì, ambientale, perché la musica di Brown, pur partendo inequivocabilmente dai capisaldi dell’esperienza della band californiana, tende a esplorare territori ancora più dilatati e astratti, disegnando piccoli affreschi strumentali di quiete sognante, solcata da chitarre liquide e suoni sfumati, sempre molto morbidi e avvolgenti.

La prima parte di “Behind Us” ricalca da presso le sonorità dei Trespassers William, tanto che, ascoltando i movimenti sinuosi dell’iniziale “Dissonance” viene spontaneo pensare che si tratti di nient’altro che la base per una canzone non scritta. Pur mantenendo quest’impressione di fondo, i brani successivi cominciano a introdurre qualche elemento in più, come il finale tipicamente ambientale di “What You Wanted” e le stratificazioni di loop elettroacustici su lievi fondali sintetici di “January” e “Sunnydayafter”.
Le atmosfere impalpabili, l’andamento circolare delle poche note dei brani e la centralità in essi rivestita dal calore vellutato delle chitarre (in alcune tracce vi è il contributo niente meno che di Bill Frisell) sono qui prossime tanto alle suggestioni di The Album Leaf quanto a quelle dei brani di “Having” nei quali si affacciava l’elettronica o erano i suoni a prendere il sopravvento sulle melodie. Tuttavia, se rapportate a quei brani, nelle composizioni di Disinterested a un certo punto inizia a palesarsi una mancanza, una sensazione di incompletezza, determinata dall’assenza della voce angelica di Anna-Lynne Williams; ma proprio quando i sinistri flussi sintetici del breve interludio “Blankets” rendono la mancanza più sensibile, ecco quella voce manifestarsi all’improvviso in “Felt Leaves”, ricostituendo il collaudato connubio artistico con Brown, questa volta su una compassata marea di suoni liquidi che s’innalzano e si abbassano in continuazione, creando un mirabile esempio di ambient-dream-pop, che conferma ancora una volta come i Cocteau Twins siano stati un fondamentale riferimento per i Trespassers William.

Questo gioiello incantato resta però un episodio isolato nel corso dell’album, del quale rappresenta il cuore pulsante e in qualche misura anche lo spartiacque. La seconda parte di “Behind Us” tende infatti a discostarsi maggiormente dallo stile della band per addentrarsi con grande discrezione in territori ambientali più astratti, nei quali paesaggi nordici e luci boreali piegano a un intenso calore emozionale tanto le iterazioni sintetiche di “Last” e “Behind Us” quanto i graduali crescendo di chitarre di “I Wish It Were The 90’s”.
E proprio il titolo di questo brano risulta perfettamente coerente con le reminiscenze evocate dal suono vaporoso che si spande per tutto l’album, caratterizzato dall’ulteriore rarefazione in chiave elttroacustica delle trame strumentali più eteree degli Slowdive, rallentate secondo una sensibilità minimale e dissolte attraverso tenui pulsazioni e tappeti di synth sempre moderati e immaginifici.

In parallelo con i progetti solisti di Anna-Lynne e con la registrazione del nuovo disco dei Trespassers William (attualmente in corso), “Behind Us” può ben considerarsi qualcosa più di un semplice diversivo estemporaneo, poiché presenta Matt Brown in una veste artistica autonoma e sofficemente intimista, certamente in grado di farsi apprezzare da quanti amano rifugiarsi nel caldo abbraccio di sonorità notturne, delicate e sognanti.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 18 ottobre 2007 da in recensioni 2007.
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