music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Retribution Gospel Choir

RETRIBUTION GOSPEL CHOIR – Retribution Gospel Choir
(Caldo Verde, 2008)

Due artisti in libera uscita dalla loro band e un produttore d’eccezione: queste le premesse dell’album di debutto di Retribution Gospel Choir, nuovo progetto capitanato dal sempre attivissimo Alan Sparhawk, accanto al quale troviamo anche il bassista dei Low Matt Livingston, nonché Eric Pollard che completa, alla batteria, la line-up della band. Il tutto avviene sotto la produzione di un altro artista navigato e di spessore quale Mark Kozelek.
Insomma, le premesse per richiamare l’attenzione su questo lavoro ci sono tutte, anche se il suo contenuto potrà risultare abbastanza sorprendente, se rapportato alle più recenti frequentazioni stilistiche degli artisti in esso coinvolti. Come loro stessi definiscono il suono della band, questo sghembo “coro gospel” (che del suo riferimento onomastico non ha alcuna delle caratteristiche) “plays loud and sings in key”, concentrandosi su canzoni brevi e molto dirette, supportate da un suono elettrico pervasivo, spesso ruvido e classicamente rock’n’roll.

Sembra infatti che Sparhawk e Kozelek siano divertiti ad architettare un’opera nella quale, lasciatisi per un momento alle spalle le vesti artistiche abituali, dare libero sfogo alla loro straordinaria passione per la musica, cimentandosi, nonostante la non più verde età, con chitarre abrasive e ritmi serrati.
Supportato dal drumming potente e quasi stoner di Pollard, il trio snocciola in sequenza una serie di dieci composizioni tirate e dall’impatto immediato. A partire dalla tagliente “They Knew Your Well” e proseguendo con due autocover come “Take Your Time” e “Breaker”, già presenti nell’ultimo album dei Low e qui reinterpretate in maniera decisamente più satura e vicina alle loro versioni dal vivo, tra ritmiche insistenti e claustrofobiche sferzate elettriche, Sparhawk dimostra, qualora ce ne fosse ancora stato bisogno, la sua straordinaria capacità di songwriting e la sua sensibilità lirica.

In effetti i territori battuti dalla band “madre” non sono poi così lontani, ma laddove i primi prediligono i rallentamenti ed i vuoti, Retribution Gospel Choir privilegia un suono saturo ed intenso. Come se il loro leader avesse fotografato i Low e ne avesse sviluppato un’immagine al negativo.
Ciò risulta particolarmente manifesto, oltre che nei già citati brani presi dal repertorio Low, anche nei pezzi più melodici del lavoro, quali “Holes In Our Head”, che l’andamento in crescendo avvicina ad una sorta di blues “post-rock”, o nella lenta e dinamica “Kids”, il cui coro, in maniera sorprendente, echeggia Elvis Costello, e che risulta quasi una piccola oasi di quiete nel deserto del rumore bianco, per finire con l’armoniosa “Easy Prey”.
Lungo tutto l’arco del lavoro, così nei brani più rilassati che in quelli caratterizzare dal violento fluire delle chitarre amplificate e dal pestare forsennato delle pelli, appare chiaro e di solare evidenza, oltre alla felicità di scrittura di Sparhawk, anche la sapiente mano in regia di Kozelek, che produce “Retribution Gospe Choir” avvicinandosi come nettezza degli arrangiamenti e semplicità del suono, alle (insospettabili) passioni del chitarrista/produttore: AC/DC e Kiss.

Alan Sparhawk, insomma, non ha pensato a Retribution Gospel Choir come a una spensierata gita lontano dalle angosciose lentezze dei Low, ma ha voluto provare ad esprimere le medesima inquietudine alzando al massimo il volume del suo amplificatore e lasciandosi andare.
A fronte di tale approccio musicalmente disinvolto e probabilmente, a tratti, anche autoironico, corrispondono, quindi, canzoni dirette, secche, senza fronzoli, ma tutt’altro che leggere e anzi capaci di tradurre lo stesso contenuto apocalittico di “Drums And Guns” in una forma diversa, votata tanto a un inusuale e granitico indie-rock quanto a sensazioni di fondo bluesy, che emergono in superficie attraverso melodie sofferte e spigolose.
Se si trattava di un esperimento, non si può che decretarne il successo.

(in collaborazione con Francesco Amoroso, pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 3 maggio 2008 da in recensioni 2008.
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