music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Seules Au Bout De 23 Secondes

MANSFIELD.TYA – Seules Au Bout De 23 Secondes
(Vicious Circle, 2009)

Ennesimo prodotto del fervido panorama indipendente francese degli ultimi anni, Mansfield.TYA è un duo al femminile composto da Julia Lanoë e Carla Pallone, già segnalatosi qualche anno fa con l’album di debutto, “June”, che coniugava angolarità di evidente ispirazione post-rock e aggraziati arrangiamenti minimali, incentrati in particolare su pianoforte e violino, con una raffinata sensibilità melodica che trovava adeguato coronamento nella suadente interpretazione della Pallone.

A distanza di quattro anni da quell’esordio tanto convincente quanto misconosciuto, le due fanciulle transalpine ritornano con un nuovo lavoro, realizzato sotto la supervisione di Harris Newman, che da un lato conferma la loro impostazione stilistica, dall’altro ne accentua la propensione a un tipo di scrittura più convenzionale, seppur connotata da peculiari caratteri strumentali e interpretativi.
I ben quattordici brani compresi in “Seules Au Bout De 23 Secondes” oscillano infatti tra residui rimandi a sonorità proprie della scena di Louisville o alla più recente esperienza dei Picastro e palesi occhieggiamenti a un indie-(pop)-rock asciutto e ancora condito da arrangiamenti minimali, ora romantici ora febbrili.

Eppure, almeno la prima parte dell’album sembra abbandonare l’elegante mélange tra dissonanze e melodia, a evidente vantaggio di quest’ultima. In brani tutti molto concisi (solo uno appena al di sopra dei quattro minuti), Mansfield.TYA elaborano obliqui bozzetti di canzone, incentrati su melodie circolari e morbide interazioni vocali, che alternano inglese e francese e ben si sposano, di volta in volta, con linee armoniche minimali di pianoforte o archi (“Lointaine”, “Wasting My Time”). Tuttavia, anche in questi brani si percepisce il fuoco di un antico impeto brulicare sotto la cenere ed emergere timidamente attraverso l’affacciarsi di nervose linee elettriche e un ispessimento degli arrangiamenti che, insieme, rimandano agli ensemble di casa Constellation.
La ritrovata sensibilità armonica e la grazia femminea di Carla e Julia mantengono l’album su prevalenti temi morbidi, almeno fino a quando sono sostenute da una scrittura ispirata e dal lieve movimento conferito ai brani da semplici note pianistiche (“Why Not Die Together?”) e da sonorità dense di distante romanticismo (“Je Ne Rêve Plus”, “My Lover Is Gone”). La parte finale del lavoro vede invece la trasformazione degli intrecci vocali in mantra impetuosi e ossessivi, sorretti da dissonanze più esplicite e ritmiche insistite, certamente più vicine alle ispirazioni originarie della band ma qui in apparenza svincolate dai restanti caratteri espressi nel corso dell’album.

Ben realizzato ma non del tutto omogeneo nella convivenza tra le due anime di Mansfield.TYA – a differenza dell’ottimo esordio – “Seules Au Bout De 23 Secondes” risulta un album non perfettamente a fuoco nelle sue strutture principali, dal quale non emerge con schiettezza la direzione che Carla e Julia intendano intraprendere: da un lato sono senz’altro ancora sensibili le loro matrici “post”, dall’altro la propensione a una formula costituita da una maggiore cura melodica non sempre è supportata da slanci ulteriori rispetto a interpretazioni di suadente raffinatezza.
Un lavoro interlocutorio, per un duo di artiste non certo prive di potenzialità.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 3 giugno 2009 da in recensioni 2009.
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