music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Found Songs

ÓLAFUR ARNALDS – Found Songs
(Erased Tapes, 2009)

Viene adesso rilasciato ufficialmente, dalla “solita” Erased Tapes, il frutto di un esperimento condotto qualche mese fa dal giovane compositore islandese Ólafur Arnalds, che ha cimentato la sua fertile ispirazione artistica con le potenzialità di comunicazione e interazione offerte dalla rete.
Arnalds si è infatti impegnato a postare, tramite il suo account Twitter e su una pagina web dedicata, un brano al giorno per tutta una settimana, in formato mp3 liberamente scaricabile: la peculiarità è consistita nel fatto che ciascuno dei brani è stato composto e realizzato nell’arco di ventiquattr’ore, praticamente in presa diretta e senza possibilità di riconsiderazione o produzione. Per completare infine la genesi interamente virtuale di questo lavoro, Arnalds ha invitato gli utenti di Flickr all’elaborazione dell’artwork che adesso individua l’edizione fisica di “Found Songs”, mini album che raccoglie appunto le sette composizioni quotidiane frutto di questo esperimento.

Nel volgere di pochi mesi, i sette brani sono stati scaricati da oltre 70.000 appassionati, a riprova da un lato dell’attenzione crescente rivolta all’artista islandese e dall’altro dell’efficacia di una modalità di autopromozione invece a torto vituperata da tanti altri, considerato anche il fatto che in questo caso non si pone in antitesi con un’uscita discografica vera e propria, ancorché corredata da quel minimo di extra indispensabili a renderla appetibile.
L’interesse di queste “Found Songs” non si esaurisce tuttavia nell’operazione che vi ha presieduto, ma concerne ovviamente anche il loro contenuto, soprattutto per le sensazioni di scarna immediatezza fedelmente rese dal susseguirsi di essenziali piéce pianistiche, frammenti cameristici per archi e discreti puntelli elettronici, che connota gli appena venti minuti del lavoro.

Il pianoforte permane lo strumento d’elezione di Arnalds, il quale, a partire dagli accordi liquidi che si rincorrono nel lieve crescendo emozionale della deliziosa “Erla’s Waltz”, incardina gradualmente sulle sue note cristalline le romantiche folate del violino, per dar luogo a sinfonie in miniatura dagli struggenti toni notturni, che fanno da eloquente colonna sonora a istantanee in bianco e nero di strade umide e ricordi sentimentali. Straordinaria è la capacità dell’artista islandese di concentrare in brani dalla durata compresa tra i due e i tre minuti e mezzo non solo un senso di serenità trascendente ma anche momenti di intenso e ombroso raccoglimento, nei quali le note stillate dal violino scorrono come lacrime accanto a cadenzate melodie pianistiche o sciabordii elettronici moderatamente ritmici (“Allt Varð Hljótt”, “Faun”).
Questi tre elementi portanti si fondono soltanto nella richteriana “Lost Song”, donando al brano una struttura lievemente più articolata, che ben esemplifica l’archetipo della fragile emozionalità di composizioni realizzate con evidenza “all’impronta”, ma altrettanto palesemente non compresse da alcuna urgenza che non sia quella di cogliere al volo un’ispirazione estemporanea.

Da considerarsi qualcosa più del tentativo di Ólafur Arnalds di misurarsi con l’immediatezza compositiva, “Found Songs” è un’opera che comunica alla perfezione la grande spontaneità e freschezza espressiva di un artista in grande crescita di maturità, considerazione e popolarità. E questo mini album – che certamente farà la gioia di quanti già ne conoscevano il contenuto musicale – non potrà che alimentare le aspettative per il suo secondo lavoro sulla lunga distanza, annunciato per l’inverno prossimo.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 10 settembre 2009 da in recensioni 2009.
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