music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Afterglow

MILLIMETRIK & PORT-ROYAL – Afterglow
(Sang D’Encre Factory, 2010)

Attesi al varco del terzo disco, i port-royal non hanno deluso le aspettative: “Dying In Time” si è rivelato una valida prova di maturità, pur senza segnare quella definitiva transizione a un’elettronica schiettamente da ballo, che forse qualcuno poteva attendersi dopo il contenuto (e il titolo) del precedente “Afraid To Dance”.

Ogni nuova prova discografica della band genovese induce dunque a un approccio impaziente circa gli approdi ai quali la sua straordinaria vitalità artistica potrà condurne le derive elettroniche, ormai affinate in anni di esperienze live e collaborazioni con importanti artisti del medesimo ambito.

È appunto il caso di questo Ep, pubblicato in sole cinquecento copie in vinile 12” dall’etichetta canadese Sang D’Encre Factory, facente capo a Pascal Asselin aka Millimetrik, il quale durante un suo soggiorno a Genova nella primavera del 2008 aveva contribuito alla realizzazione di due brani di “Dying In Time” e delle quattro tracce adesso racchiuse in “Afterglow”. La parziale sovrapposizione temporale stabilisce un evidente trait-d’union tra “Afterglow” e l’album che l’ha preceduto, rispetto al quale la peraltro non decisiva presenza del collaboratore di turno sembrerebbe preludere a una conferma o anzi a un’ulteriore accelerazione dei port-royal sugli aspetti ritmici e più movimentati della loro musica.

In realtà, è così soltanto in parte, poiché, se è vero che ad esempio il progressivo incalzare ritmico dell’iniziale “Richard Sorge” rimanda esplicitamente agli episodi più “tirati” dell’ultimo disco, nel corso dei venti minuti dell’Ep l’integrazione (musicale e di immaginari, come testimoniano i titoli dei brani) tra i protagonisti del lavoro offre incursioni in sonorità profonde, declinate tanto nei loro profili più vivaci quanto soprattutto in quelli più liquidi e spettrali. Dalle modulazioni delineate dal protendersi e ritrarsi delle riconoscibili texture di matrice port-royal risultano composizioni non meno curate rispetto a quelle di “Dying In Time” ma tangibilmente più dense e tenebrose, dalle quale sembrerebbe profilarsi addirittura un’inversione di tendenza rispetto alle accentuazioni più schiettamente dance-oriented, evidenti negli ultimi due dischi ed enfatizzate nelle esibizioni dal vivo.

Se da un lato le morbide folate ambientali e gli accordi filtrati di “Frederic Back” possono trovare riscontri nella precedente produzione della band genovese, dall’altro le torbide atmosfere della prima parte di “Petržalka” e gli ombrosi abbandoni trance-delici di “Pink” lasciano affiorare affreschi di un’inquietudine quasi del tutto inedita, che pure rimanda alle più intricate radici rock/shoegaze della band genovese.

Pur nella sua natura di opera deliberatamente “minore”, “Afterglow” non è da interpretarsi alla riduttiva stregua di una raccolta di outtakes, il carattere dimostrato dai port-royal nel marcare nettamente con la propria impronta le risultanze della collaborazione aggiunge un ulteriore tassello alla loro incessante esplorazione sonora, offrendo altresì l’ennesima testimonianza di un riconoscimento internazionale che forse soltanto in Italia stenta ancora a essere loro tributato.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 1 marzo 2010 da in recensioni 2010.
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