music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

A Little Big

BOBBY & BLUMM – A Little Big
(Sound Of A Handshake, 2010)

Tra i mille progetti collaborativi del tedesco Frank Schültge Blumm, comincia ad assumere autentica stabilità quello che lo vede affiancato dalla dolce voce della svedese Ellinor Blixt.

Ecco così la seconda puntata dello strano binomio Bobby & Blumm, manifestatosi quasi a sorpresa due anni fa con “Everybody Loves”, disco che raccoglieva le esperienze dei due artisti, provando a gettare un ponte tra la vivace vena pop della vocalist svedese (in passato impegnata tra l’altro con Mixtapes & Cellmates e It’s A Musical) e le austere sperimentazioni elettroacustiche del compositore tedesco, per la prima volta impegnato anche alla voce.

“A Little Big” riprende il discorso laddove si era interrotto, “stabilizzando” un progetto nel frattempo evolutosi anche grazie all’affiatamento conseguito nel corso delle prove dal vivo succedute a “Everybody Loves”. Bobby & Blumm tornano dunque a cantare con estrema discrezione dei loro giorni insieme (“Echo Of Our Days”), alternando soffici cartoline d’esterni con altrettanto delicati scambi da focolare domestico, sguardi e confessioni incastonate dalle lente cadenze del picking di Blumm e da una discreta varietà di innesti strumentali. Liquide trame elettroacustiche, miniature di tastiere e persino saltuarie incursioni di fiati vengono infatti tutte depotenziate e ricondotte a un’aura confidenziale, intrisa di una dolce malinconia, ma anche capace di evocare il tepore di una serena intimità.

Ne risultano così undici tracce chiaramente improntate all’understatement, caratterizzate da placide melodie, che talora si protendono verso strutture più definite ma più spesso restano custodite da un bozzolo fragile, che di volta in volta assume trasognati connotati atmosferici (“Loose Ends”) e vellutate tinte jazzy (“Seascape”, “Mr. Though”), fino a sfiorare in diverse occasioni una sorta di lounge-pop acustico, minimale e rallentato. Quest’ultima appare di fatto la dimensione ideale del duo, che in “A Little Big” dimostra se non altro un’accresciuta coesione tra i suoi protagonisti, nonché una maggiore limpidezza melodica, alla quale non possono che giovare le ariose interpretazioni della Blixt, certamente maturata nella capacità di adeguarsi alle tinte pastello dei brani, alternando la pianezza dei consueti toni sommessi a mid-tempo più vivaci.

Pur nella sua sostanziale uniformità di mood e resa sonora, “A Little Big” rappresenta una conferma del duo su livelli apprezzabili, evidenziando ancora come pur nella deliberata assenza di sovrastrutture si possa riuscire a confezionare un lavoro raffinato, nelle cui esili pieghe si può passare senza apparenti soluzioni di continuità dalla chitarra allo xilofono, dalla tromba alle tastiere giocattolo, dal pop da cameretta alle sperimentazioni elettroacustiche.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 9 agosto 2010 da in recensioni 2010.
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