music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Help Stamp Out Loneliness

HELP STAMP OUT LONELINESS – Help Stamp Out Loneliness
(Papillon Noirs, 2011)

Nessun eccentrico prefisso a richiamare l’attenzione sulla loro musica, nessun incanalamento in revivalismi dal pronto hype e tanto meno campagne stampa che cavalchino l’onda di una tendenza effimera o, peggio, offrano sponde ai meccanismi dello show business; solo un nome nemmeno tanto immediato da ricordare (mutuato da un disco del 1967 del cantante country Stonewall Jackson) e una sensibilità indie-pop di quelle nelle quali non capita di imbattersi spesso ma che, per fortuna, continuano ancora a trovare espressione tra i sudditi di Sua Maestà.

Questa, a grandi linee, la ricetta degli Help Stamp Out Loneliness, sestetto di base a Manchester, al debutto sulla lunga distanza con un omonimo disco pieno zeppo di canzoni briose e melodie solari, inevitabilmente debitrici di tanta pop-wave eighties, ma tanto fresche da non aderire a nessuno dei revivalismi di recente in voga tra pop chitarristico e sfumature dark.
Il merito è di una scrittura travolgente e niente affatto banale nei suoi temi, delle efficacissime interpretazioni della cantante nordirlandese Lucille Campbell (la cui voce leggermente nasale fa pensare così tanto a Nico che lei stessa ci scherza su, cantando nel brano iniziale “won’t you let me be your Nico?”) e di una serie di suggestioni che del pop britannico catturano profili meno battuti da band recenti, quali in particolare quelli della Sarah Records o quelli attualmente perseguiti da esperienze scozzesi quali Camera Obscura o Hermit Crabs.

Dodici corde jangly, ritmiche sbarazzine, saltuari coretti, organi e tastiere a profusione accompagnano dodici canzoni pop difficilmente resistibili: dal bubblegum pop appiccicoso e vagamente acido della giocosa “Angelyne” alle liquide tastiere di “Palma Violence”, passando per le storie di ordinaria solitudine twee di “Record Shop” e “Biergarten”, gli Help Stamp Out Loneliness, inanellano una lunga serie di potenziali “singoli”, tutti caratterizzati da spirito lieve e melodie cristalline e dunque in grado di trovare, pur nella sostanziale unitarietà espressiva, elementi distintivi nella varietà di melodie e di soluzioni sonore sempre nuove e coinvolgenti.
Basti pensare all’incedere scanzonato e alle tastiere brillanti di “Ghost With A Hammer In His Hand”, alle distorsioni che percorrono sotto traccia la scatenata “My Window” o alle cadenze tipicamente eighties (addirittura di stampo Tears For Fears!) che dettano i tempi di “S*W*I*M”, prima del suo sfociare in un finale romantico in odor di Belle & Sebastian.
Volendo sbizzarrirsi nel gioco delle citazioni, le prime opere della band scozzese possono balenare alla mente se non altro per la genuina ariosità delle melodie, così come vecchi nomi di casa Sarah quali Field Mice e Orchids, per la fluidità del lavoro sulle tastiere, onnipresenti ma sempre estremamente discrete nell’economia dei brani; e poi ancora una certa complessiva aura wave, che potrebbe far drizzare le antenne ai nostalgici del pop elettronico degli anni 80 e persino timidi accenni del modernariato analogico rispolverato da Stereolab e Broadcast.

Ma quali che siano gli accostamenti possibili, le qualità di questo debutto dai colori vivacissimi, corredato da testi brillanti e non privi di una certa caustica ironia, possono riassumersi nella semplice essenza di un indie-pop accattivante, le cui melodie entrano in circolo con naturalezza, catturando completamente con il loro sapore agrodolce, come solo il perenne spirito tardo-adolescenziale del pop è in grado di fare.
Tutti ottimi motivi per godersi un disco che, senza troppe pretese, può aspirare ad essere ben più di un fugace passatempo estivo; tutt’altro, poiché il nome degli Help Stamp Out Loneliness merita di essere subito appuntato sul taccuino degli amanti del pop britannico, la cui inesauribile fucina da tempo non presentava un esordio tanto convincente quanto poco strombazzato.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 9 luglio 2011 da in recensioni 2011.
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