music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Night People

EDM – Night People
(Western Vinyl, 2011)

All’alba del 2000, l’etichetta texana Western Vinyl pubblicava il primo lavoro sulla lunga distanza del suo allora esiguo catalogo; era un disco dall’artwork desolato ed essenziale, che accompagnava l’esordio di una band denominata Early Day Miners. Era “Placer Found”, piccolo gioiello di narcolessie, suggestioni cinematiche e sfuggenti esplosioni post-rock.

Dopo qualche tempo, le strade della label e della band guidata dal chitarrista e songwriter Dan Burton si sono separate, fino a che le stesse sorti di quest’ultima sono state messe in dubbio, probabilmente anche a causa delle sue ultime non esaltanti prove su disco.

Oggi i percorsi di Burton e della Western Vinyl tornano a incrociarsi per quello che ha tutte le sembianze di essere un nuovo inizio per la band, a partire dalla sintesi del suo nome nelle sole iniziali EDM. Non si tratta, però, semplicemente di un nostalgico ritorno alla casa madre, anche perché nel frattempo gli oltre dieci anni trascorsi dall’esordio hanno allontanato non poco gli Early Day Miners dalle vette dei primi due dischi, portandoli sulle strade di un rock più classico e dall’impatto decisamente più abrasivo.

L’abbreviata ragione sociale e l’esplicita dedica alla Factory Records della copertina (dare un’occhiata a quella di “Always Now” dei Section 25 per credere) non spostano più di tanto la barra di navigazione di Burton e soci rispetto agli ultimi “Offshore” e “The Treatment”: linee elettriche spesse, ritmiche nervose, avvolgenti torsioni psych e un ormai consolidato piglio rock si ritrovano infatti lungo i solchi degli otto brani di “Night People”. È il caso degli insistiti impulsi che guidano la non riuscitissima “Stereo/Video”, dell’insistenza sulla batteria di “Temple Bar”, delle cadenze quasi tribali del finale di “Open Bar” (con tanto di coro simil-gospel!), ma anche dell’ottima ballata da highway desertica “Terrestrial Rooms”, che a suon di tensione ritmica e chitarre effettate restituisce in maniera compiuta le immagini del suo testo (“wind in my face/ sun in my eyes”).
Eppure, qualche traccia del passato affiora qua e là nel corso del disco, a partire dalla fluida sensibilità melodica riscontrabile nell’iniziale “Hold Me Down”, passando per “Milking The Moon”, strumentale lungo e trasognato. La nostalgia si manifesta poi senza più remore soprattutto nella reinterpretazione di “How To Fall” (già pezzo “radiofonico” di “The Treatment”), qui ammantata di antichi sentori salmastri in grado di renderla uno dei pochi brani recenti degli Early Day Miners in grado di avvicinarsi alle glorie del loro passato.

Certo, i tempi di “Placer Found” e “Let Us Garlands Bring” sono lontani, non solo dal punto di vista cronologico, tuttavia “Night People” dimostra se non altro la volontà della band di Daniel Burton di rimettersi in gioco, di ricominciare una nuova esperienza, volta a unire sensibilità attuale, radici antiche e quel tratto di scrittura e ambientazioni sonore che da sempre ne ha costituito la più apprezzabile peculiarità.

L’obiettivo è ambizioso e la strada per raggiungerlo ancora lunga, ma la ritrovata vitalità della band merita di essere già salutata con ottimismo: benvenuti EDM!

(pubblicato su ondarock.it)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 16 luglio 2011 da in recensioni 2011.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: