music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Sketches

LIBRARY TAPES – Sketches
(Make Mine Music, 2007)

Terza uscita in appena cinque mesi per David Wenngren, dopo l’ottimo album “Höstluft” e il debutto del progetto collaterale Xeltrei.
La recente prolificità del compositore svedese non è però da attribuirsi soltanto alla definita semplicità della sua formula musicale, costantemente incentrata su field recordings e scarne note di pianoforte, ma anche alla sua continua ricerca di piccole variazioni sugli abituali temi neoclassici. Se infatti le due opere più recenti si collocavano nel solco dei suoi album precedenti, accentuandone soltanto le componenti notturne e malinconiche, “Sketches” vede Wenngren affiancato in alcuni brani dal violoncello di Danny Norbury, musicista inglese, anche lui da tener d’occhio nel panorama attuale della “modern classical”, dopo il suo recente esordio con un interessante mini-cd per l’etichetta Static Caravan.

Come si evince già dal titolo, “Sketches” contiene una serie di undici piccoli bozzetti, frammenti sonori della durata massima di tre minuti, dedicati a temi contemplativi e atmosferici, attraverso i quali la consueta parsimonia di elementi della musica di Library Tapes spazia dalla quasi immobilità della solenne “Snowleaf” al caldo romanticismo di “May”. Come le essenziali composizioni di Wenngren dimostrano di non attagliarsi soltanto al pur prevalente immaginario languido e dimesso, così anche gli elementi strutturali della sua musica tendono a variare leggermente attraverso i venticinque minuti di “Sketches”, che appaiono chiaramente come il risultato di minuziosi esperimenti di sottrazione o aggiunta su un’intelaiatura sonora semplice e pienamente consolidata.

Wenngren tende infatti a lavorare per sottrazione, fino a sfiorare un “grado zero” compositivo, quando arriva a scindere il pianoforte dall’elettronica, come nelle calde partiture lo-fi per piano solo delle prime due parti di “View From A Train” o nelle oscillanti modulazioni ambientali di “Waves”. E, analogamente, anche gli abituali crepitii elettronici restano confinati quasi esclusivamente in “The Park”, lasciando il proscenio ad accordi pianistici più limpidi e articolati rispetto all’indolente lavorio di note sparse dei lavori precedenti.
L’aggiunta del violoncello dona invece ai brani nei quali è inserito (“First Day Of Spring”, “Fields” e soprattutto “May”) sembianze cameristiche e una rinnovata fluidità sonora, non distante da quella dei primi Rachel’s, seppure qui rivisti attraverso sensibilità e mezzi decisamente minimali.

“Sketches” rappresenta una nuova prova di valore per un compositore che, nel limine silente della sua musica e nell’ombra evanescente delle immagini connotanti le sue opere, sta gradatamente ricercando strade nuove per composizioni essenziali e ciononostante vibranti di sottile calore emotivo.
A titolo informativo, questo breve lavoro esce in edizione limitata di trecento copie cd-r, ognuna delle quali recante un diverso artwork personalizzato con disegni a mano.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 6 novembre 2007 da in recensioni 2007.
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