music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Mice To Meet You

MUSETTA – Mice To Meet You
(Irma, 2007)

Si presenta con discrezione e con un artwork curatissimo il duo milanese Musetta, punto d’incontro tra i retroterra musicali dell’artista elettronico Matteo Curcio e della vocalist a tutto tondo Marinella Mastrosimone.
La comune passione dei due per il jazz, filtrata attraverso sample ed effetti elettronici vari, dà come risultante, in “Mice To Meet You”, sonorità notturne e vellutate, prossime a reminiscenze del trip-hop più carezzevole e tuttavia dotate di molteplici sfumature, in prevalenza intese alla creazione di un pop fascinoso e accattivante, nel quale l’elettronica ora riveste un ruolo preponderante, ora si ritrae in secondo piano in favore di più compunte ambientazioni jazzy. Accanto ai synth e alle carezzevoli ritmiche elettroniche, trovano infatti spazio in questo lavoro anche molti strumenti “reali”, come chitarre, basso e organi old-fashioned, nonché arrangiamenti tanto curati da risultare talvolta persino troppo levigati.

La varietà strumentale corrisponde a quella del registro vocale di Marinella, che riesce spesso a svincolarsi dai prevedibili rimandi a Bjork, adattando in egual misura le sue qualità alla romantica raffinatezza di “Rosemary’s Baby” e al divertissement da musical “Underneath The Mango Tree”, alla pacatezza acustica degli episodi jazzy e all’intrigante synth-pop dal passo quasi dance di “Nicotine” e “Peace And Melody”.

L’operazione-Musetta, validamente supportata dalla Irma Records e arricchita dal contributo di Rob Ellis in sede di produzione, risulta nel complesso gradevole, nonostante il lavoro non riesca a mettere compiutamente a fuoco la definizione stilistica della band, troppo in bilico tra raffinate partiture strumentali e “occhieggiamenti” a un elettro-pop di pronto impatto, ma quasi mai supportato da una qualità di scrittura in grado di far restare impressi i brani. Tuttavia, in entrambi i casi, comune denominatore della musica del duo milanese è l’attenzione per la perfezione formale della loro musica, conseguita con successo lungo tutti i dodici brani dell’album, eppure tale da non conferire la giusta incisività a composizioni in definitiva adatte a far da piacevole tappeto sonoro ma altrimenti destinate a restare confinate nel loro involucro patinato, esteticamente inappuntabile ma non particolarmente comunicativo.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 12 gennaio 2008 da in recensioni 2007.
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