music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Everybody Loves

BOBBY & BLUMM – Everybody Loves
(Morr, 2008)

Un nuovo, particolare incontro musicale dà luogo all’ennesima intersezione tra generi, regalando un’inedita ed accessibile forma di pop melodico alle trame compositive di un artista altrimenti aduso a brani strumentali e moderatamente sperimentali.
Questo nuovo duo lei-lui, tenuto a battesimo dalla Morr Music, nasce dall’unione di esperienze e storie musicali diverse: lui è il compositore tedesco Frank Schültge Blumm, quarantenne da tempo impegnato in sperimentazioni acustiche, moderati approcci elettronici e tentativi orchestrali di colonne sonore per l’introversione; lei invece è Ellinor Blixt, giovane cantautrice svedese trapiantata in Germania, già attiva in proprio sotto il nome Bobby Baby, nonché collaboratrice tra gli altri di Mixtapes & Cellmates e della sotterranea quanto interessante band It’s A Musical!.

Come spesso succede in questi casi, incontri del genere possono cambiare la vita, almeno musicalmente parlando, e laddove in essi l’interprete può trovare una più articolata base d’accompagnamento, il compositore solitamente afasico riesce a dar voce alle sue accurate tessiture strumentali.
Avviene così anche in “Everybody Loves”, album fresco e primaverile, che in tredici brevi tracce offre un’esaustiva rassegna dell’intreccio tra la voce sobria e vellutata della Blixt e le morbide melodie acustiche di F.S. Blumm, che alla quasi onnipresente chitarra accosta pianoforte, organo e glitch elettronici vari.

Ne risultano semplici canzoni dalle strutture sempre minimali, incentrate su poche note e narrazioni altrettanto minimali e fragili, così come i suoni che le incorniciano in quadretti dai toni pastello, che spaziano dai giocosi accenti psych di “B To B” – ironico inizio e destinazione di un percorso comune – alle sfumature jazzy dell’ottima “Leave A Taste”, fino ai glitch che caratterizzano l’unico strumentale “Hiss And Rustle” e “The Letter”, ove è Blumm a cimentarsi al cantato.
Tutte le soffici silent songs di “Everybody Loves” riescono a comunicare con successo in musica le sensazioni di isolamento e raccolto tepore del contesto in cui sono state registrate, ovvero in una piccola casa dalle pareti di legno immersa in una foresta a cinquanta chilometri di distanza da Berlino. Del resto, la musica di Bobby & Blumm non sembra richiedere alcuna ulteriore sovrastruttura, bastando semplicemente a se stessa con le sue semplici storie, non certo animate dal desiderio di stupire, ma tanto autentiche da non avere remore nel descrivere, di volta in volta, la solitudine di una collina innevata, lo smarrimento dei luoghi aperti e la placida moderazione che traspare da quasi tutti i brani.

È una musica sospesa tra futuro e presente quella di quest’album, che riduce senz’altro le distanze stilistiche tra i due artisti, nonostante ad alcune immediate canzoni pop (“In Future Present”, “Leave A Taste”, “Like A Frog”), dalle melodie meglio delineate, corrispondano numerosi bozzetti elettroacustici non del tutto compiuti. Sebbene quindi il lavoro non raggiunga la perfetta coniugazione di stili conseguita, per esempio, dall’analogo incontro artistico tra Ryan Francesconi e Lili De La Mora, risulta tuttavia un’opera gradevole che, con le sue tinte delicate e sognanti e il suo intimo tepore primaverile, dirada morbidamente il grigiore, ricordando appunto che, in fondo, “Everybody Loves”.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 10 aprile 2008 da in recensioni 2008.
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