music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Postcards From Nowhere

ABSENT WITHOUT LEAVE – Postcards From Nowhere
(Distant Noise, 2008)

Absent Without Leave è da qualche anno il progetto di un intraprendente giovane greco, George Mastrokostas, diffusosi in particolare attraverso i meandri sotterranei della rete, così come la sua piccola etichetta Sound In Silence. Tra illustri collaborazioni (con artisti come i nostri Port-Royal, gli Epic45 e, dal vivo, Piano Magic) e alcune produzioni sfortunatamente limitate e di non agevole reperibilità, George si è guadagnato una meritata credibilità tra gli osservatori più attenti alla scoperta di artisti operanti in quel ristretto ma affascinante ambito a cavallo tra retaggi post-rock, approcci con l’elettronica e dilatati paesaggi ambientali.

A seguire l’ottimo album di debutto “Bon Voyage”, uscito per la serie settimanale della Unlabel del 2006, e un paio di Ep, l’ultimo dei quali sulla prestigiosa etichetta canadese Chat Blanc, il percorso di Absent Without Leave si incrocia adesso con quello di un altro progetto tanto valido quanto poco diffuso, quello della Distant Noise, piccola etichetta inglese che nel corso di quest’anno propone una serie tematica di dodici uscite mensili in edizioni da cento copie, le cui copertine sono destinate a formare un puzzle monocromatico dalle tinte azzurro-celesti.

Quella di Absent Without Leave è la quarta uscita di questa interessantissima serie e presenta l’artista greco intento allo sviluppo di atmosfere lente e ovattate, incentrate principalmente sul suono della chitarra, e solo a tratti affiancate o filtrate dall’elettronica, qui utilizzata solo in funzione di discreto arricchimento ritmico o ulteriore espansione di tessiture chitarristiche finissime e dense di malinconia. Non a caso, le otto composizioni qui raccolte sembrano tener fede alla loro natura di “cartoline” provenienti da luoghi indefiniti della memoria, collocate in sospensioni temporali tradotte nel lento stillare di note della chitarra di George, capace di creare intimo raccoglimento e impalpabile nostalgia.

I suoni morbidi e rallentati, uniti alle semplici iterazioni compositive, suscitano facilmente il paragone con alcune delle recenti produzioni di Yellow6, rispetto alle quali tuttavia Absent Without Leave consegue una varietà e una concisione espressiva lievemente superiori. Quasi tutti i brani sono, infatti, contingentati entro una durata contenuta, che anche nelle composizioni più brevi (intorno ai tre minuti) riesce a conseguire un effetto di soffusa e profonda compiutezza, che non necessita di ulteriori elementi oltre a quelli dosati con parsimonia dall’artista greco. Inoltre, nonostante il lavoro sia quasi interamente incentrato su languidi suoni di chitarra, i suoi brani presentano non poche variazioni, che spaziano dal battito notturno della drum machine di “These Days Are Cold” al dipanarsi romantico della breve “The Same Mistake”, dalle più decise derive ambientali della parte centrale dell’album all’inaspettato crescendo finale di “The First Rain”, ove la chitarra abbandona la sua abituale compassatezza per assumere più concreta forma di feedback.

Tutto ciò rende “Postcards From Nowhere” un’opera meritevole di interesse, tanto più che attraverso essa si possono scoprire contemporaneamente due realtà molto valide, come l’iniziativa dell’etichetta Distant Noise e il giovane artista greco, la cui musica attraverso questa uscita potrà ottenere una maggiore, per quanto pur sempre limitata, diffusione.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 24 aprile 2008 da in recensioni 2008.
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