music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Echoes From One To Another

RUDI ARAPAHOE – Echoes From One To Another
(Symbolic Interaction, 2008)

La giapponese Symbolic Interaction, etichetta specializzata in produzioni in ambito ambient-elettronico e post-rock (David Newlyn e Xeltrei, tra gli altri), tiene a battesimo il debutto del giovane inglese Rudi Arapahoe, ennesimo artista impegnato in un’esplorazione espressiva a tutto tondo, incentrata sulla declinazione in chiave orchestrale di oscuri paesaggi ambientali.

Benché il quadro di riferimento sia quello consolidato del dark-ambient, a dilatazioni dalle tinte quasi gotiche, Arapahoe affianca una peculiare sensibilità musicale e narrativa che, sotto il primo profilo, su un substrato tenebroso innesta lievi note acustiche, cori e armonie decadenti, mentre, sotto il secondo, segue un percorso ricco di citazioni, volte ad accompagnare l’ascoltatore attraverso la “selva oscura” dei dodici brani compresi in “Echoes From One To Another”.
Ispirato, infatti, alla “Divina Commedia”, l’album presenta fin dall’inizio le sue sfumature più ombrose, esplorando i recessi nascosti dell’animo umano attraverso marcati flutti ambientali, generati dalla persistenza di field recordings e suoni filtrati dal synth, la cui già cupa evocatività viene spesso acuita dalla presenza di un cantato etereo ma denso di sofferta solennità.

La temperie onirica di “Echoes From One To Another” evolve gradatamente nel corso del lavoro dagli oppressivi gironi infernali ad accenni melodici più lievi, disegnati dal pianoforte e dagli archi e dal frequente inserimento di morbidi arpeggi acustici.
Ma anche quando questi ed altri elementi orchestrali giungono ad alleviare le tenebre ambientali di Arapahoe, sono tuttavia incastonati tra liquidi sciabordii di synth, che si estendono per poi ritrarsi come una marea nera, solcata da voci sfuggenti e diafane sfumature lunari. Ne risulta un costante effetto di straniamento, uno stato di latenza della coscienza, scosso soltanto da timidi movimenti ritmici ed impreziosito dalla copiosa strumentazione “reale”, il cui contributo costituisce senz’altro l’aspetto più interessante di questo lavoro, come emerge con evidenza osservando come le composizioni meglio riuscite (tra le quali possono segnalarsi “Forest Of Arches”, “Lunar Semaphore” e “Conversation Piece”) siano proprio quelle caratterizzate da un adeguato equilibrio tra le più varie parti suonate e l’ottundente dark-ambient di fondo.

Pur senza raggiungere l’eccellenza, “Echoes From One To Another” è da ritenersi un’opera di valore e un debutto apprezzabile soprattutto per la capacità in esso dimostrata dal suo autore di non restare confinato in rigidi schemi di genere e per la sua contestuale apertura a un delicato approccio ritmico e armonico.

(pubblicato su ondarock.it)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 5 giugno 2008 da in recensioni 2008.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: