music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

dyanMU

ENRICO CONIGLIO – dyanMU
(Psychonavigation, 2008)

Giovani artisti italiani continuano a farsi valere all’estero, in quell’ambito tra l’ambientale e il neoclassico a torto poco considerato in patria da un contesto musicale probabilmente ancora troppo restio a tributare il giusto merito a produzioni fors’anche di nicchia, ma animate da passione e indubbia cura realizzativa.

Quello di Enrico Coniglio, allora, è solo un altro nome che va ad aggiungersi a quello dei tanti “stranieri in patria” tanto apprezzati all’estero da trovare ospitalità discografica presso etichette spesso anche importanti (si veda il caso di Modern Institute su Expanding o quello recente di Netherworld su Fario). Stavolta è l’irlandese Psychonavigation a dare alle stampe un nuovo e ambizioso lavoro del chitarrista e compositore veneziano che, per la prosecuzione dei suoi percorsi sperimentali a base ambientale, ha scelto di cimentarsi con frammenti classici, accostandoli a un’ampia varietà di tessiture elettroniche, drone e field recordings.

Per questa sua quinta opera, Enrico Coniglio, supportato dalla pianista di formazione classica Elisa Marzorati, ha infatti tratto ispirazione dai preludi di Claude Debussy per aggiungere lievi connotati romantici a suoni liquidi e notturni, a tratti tenebrosi, attraverso una sperimentazione basata sull’improvvisazione libera ma particolarmente attenta alla coerenza complessiva del risultato sonoro.
L’album inizialmente propone un registro espressivo non dissimile da quello di artisti quali Sylvain Chauveau e Library Tapes, inserendo tuttavia piccoli loop ritmici e chitarristici, avvolti con discrezione intorno alle note di piano, a creare paesaggi immaginari. Su questa fluida costante di fondo, l’artista veneto introduce tutta una serie di variazioni, modulando da un lato le sfumature del pianoforte e dall’altro un multiforme lavorio elettronico. Nascono così, alternativamente, brani solcati da tenui spasmi elettronici, ma immersi in un brodo di coltura prossimo a un dark-ambient ora romantico-descrittivo come una colonna sonora (“Mothlight”), ora cupamente immobile e puntellato da screziature quasi impercettibili (“Birds Delight”).

Nonostante un impianto lineare, “dyanMU” sfugge agilmente al rischio della monotonia, agendo spesso per contrasti tra delicatezza neoclassica e uniformità di drone. Non è un caso, infatti, che almeno in due occasioni nel corso dell’album si verifichino passaggi piuttosto eterogenei, rilevabili nella tonalità quasi gioiosa del pianoforte di “Bell-Ringer”, contrapposta all’ombrosità di “Birds Delight”, e nel lieve romanticismo del piano solo “Walking Distance”, speculare all’insistenza del drone trasformato in ronzio di “Skip To Exit”.
Proprio il continuo dinamismo delle composizioni, che traspare per assonanza sin dal titolo dell’album, sembra la meta prefissasi da Coniglio, e conseguita attraverso un equilibrato dosaggio di loop chitarristici e post-produzione digitale, cui il retaggio classico conferisce ulteriori sfumature cangianti e un’aura capace di regalare più concreta fruibilità a sperimentazioni che non perdono mai di vista gli aspetti comunicativo-descrittivi di una musica evidentemente creata per il piacere dell’ascolto e dell’immaginazione.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 6 luglio 2008 da in recensioni 2008.
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