music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Ruined-Hotel Sessions

ANOICE – Ruined-Hotel Sessions
(Ricco, 2008)

Davvero strana l’idea degli Anoice di licenziare ben due dischi lo stesso giorno: “Ruined-Hotel Sessions” è a tutti gli effetti il terzo album della band giapponese, non essendo legato al suo “gemello” “Out Of Season” da altro vincolo se non dalla voluta coincidenza dell’uscita in contemporanea.
A dispetto anche del titolo, non si tratta infatti né di session di materiale scartato dal lavoro precedente (almeno in termini di elaborazione) né di brani destinati a completarlo e frutto della medesima ispirazione compositiva; sembra piuttosto il frutto di un’impostazione sostanzialmente difforme e in buona parte svincolata dalla cerebrale evoluzione neoclassica di “Out Of Season”.

Alla luce di quest’ultima, che si concentra su uno in particolare tra i caratteri del debutto “Remmings”, sarebbe spontaneo attendersi da “Ruined-Hotel Sessions” un ritorno a più canoniche sonorità post-rock, invece nei sette brani qui compresi gli Anoice smentiscono ogni aspettativa in tal senso, scegliendo invece di percorrere una nuova, sorprendente strada.
La band permane pur sempre nel larghissimo alveo del post-rock, prediligendone, in questo caso gli aspetti più prossimi a sperimentazioni jazzy, evidenti nelle ritmiche che connotano tutto l’album, e confermate dalla tendenza a suonare come un piccolo ensemble, minuziosamente preciso ma inteso più agli aspetti formali della musica che non all’efficacia del suo contenuto.

Se si eccettua l’iniziale, “Stop Wiping Your Tears With My Piano”, e in parte la prolissa “Skylarking Forever”, caratterizzate dalla sonnolenta iterazione di loop armonici e da sonorità più delicate e notturne, il lavoro resta incentrato in prevalenza su frammentazioni ritmiche, ora placide, ora più frequenti e movimentate, l’insistenza sulle quali finisce tuttavia troppo spesso per diventare pedante.
Accanto a questo registro espressivo se ne colloca un altro, altrettanto sorprendente, ovvero quello orientato addirittura verso certa folktronica, che si affaccia in “Negligent Waltz”, ove fanno la loro comparsa strumenti giocattolo che in “With Love and Asleep” si uniscono al pianoforte in un accostamento ardito ma tutto sommato gradevole.

Ciononostante, l’album resta nel complesso piuttosto arido e almeno parzialmente fuori fuoco, poiché al di là del comprensibile smarrimento di fronte a siffatta trasformazione degli Anoice, non riesce a risultare, come invece “Out Of Season”, orientato verso una direzione univoca, ma sembra anzi il frutto di un mero esercizio compositivo, tale però da snaturare l’essenza della band, in termini di approccio più ancora che di sonorità.

(pubblicato su ondarock.it)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 4 settembre 2008 da in recensioni 2008.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: