music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Dead Man Watching

DEAD MAN WATCHING – Dead Man Watching
(Autoprodotto, 2007)

È quasi con un moto di sorpresa che si scopre come tra le innumerevoli produzioni di giovani band italiane non vi siano soltanto tentativi di occhieggiare a un “indie” di pronto effetto o di perseguire mode del momento e costruzioni intellettuali che lasciano il tempo che trovano. Vi è anche, per fortuna, chi ripone nella musica la funzione di veicolo per la coerente espressione di sensazioni, incurante di sovrastrutture e condizionamenti stilistici.
Proprio questo traspare dall’Ep omonimo di debutto del progetto di tre musicisti veronesi che si fanno chiamare Dead Man Watching e che, spinti dalla dichiarata passione per lo slow-core e per l’intimismo cantautorale alla Red House Painters, presentano sei tracce autoprodotte, improntate a rallentamenti ritmici e delicata compassatezza compositiva.

Per nulla timorosi di palesare i propri riferimenti stilistici, i Dead Man Watching hanno il merito di non appiattirsi su alcuno di essi, rasentando l’endemica malinconia e i crescendo emotivi riconducibili ai Codeine, deviando altresì su reminiscenze west-coast e su un abbandono contemplativo ereditato dagli Early Day Miners. Sul consolidato schema di tempi rallentati e più corposi crescendo elettrici dalle chitarre gentilmente arrotondate, il terzetto veneto riesce tuttavia a incardinare con buona personalità una vena melodica morbida e dimessa, tradotta dalla voce soffusa del cantante John Mario ed espressa al meglio nei brani centrali “Hereafter” e “Cheap Day Return”, nonché trasformata secondo un inatteso registro dilatato e sognante nella strumentale “Breathe”.

Restando in ambito italiano, questo Ep può trovare adeguata pietra di paragone forse soltanto nel recente, ottimo album di The Softone e, trattandosi di un breve lavoro autoprodotto, non può che far piacere constatare come ancora in Italia vi sia attenzione e sensibilità per una musica niente affatto appariscente, la cui intima malinconia lascia senz’altro ben sperare per il futuro di questo progetto musicale nato per ora in maniera estemporanea.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 22 ottobre 2008 da in recensioni 2007.
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