music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Must Not Sleep Must Warn Others/Lost & Found

LONER DELUXE – Must Not Sleep Must Warn Others/Lost & Found
(Rusted Rail, 2008)

La fin troppo vituperata parcellizzazione delle produzioni verificatasi negli ultimi anni, accanto alla vorticosa moltiplicazione di nomi, dischi ed etichette ha prodotto, di converso, piccoli fenomeni di culto dell’“oggetto-disco”, incentivati da pochi volenterosi la cui passione mostra l’evidente volontà di associare al contenuto musicale la riscoperta del piacere del supporto.
È il caso della piccola ma intraprendente etichetta irlandese Rusted Rail (quest’anno già segnalatasi per i lavori di Big Eyes e The Declining Winter) e di questa produzione del suo manager, Keith Wallace aka Loner Deluxe, particolarissima fin dalla confezione fatta a mano e dal formato un doppio mini-cd 3’’.

Non si tratta, ovviamente, di un mero vezzo estetico, ma della diretta conseguenza del fatto che il primo dei due mini-cd, “Must Not Sleep Must Warn Others”, consiste nella ristampa di un Ep finora pubblicato solo in Giappone dalla Duotone, mentre il secondo, “Lost & Found”, racchiude nuovi brani che vedono la partecipazione di artisti ed amici dell’etichetta, tra i quali Agitated Radio Pilot, Declining Winter e Plinth (quest’ultimo di recente collaboratore dell’alter-ego elettronico di Glen Johnson, Textile Ranch).
Considerato nel suo complesso, questo doppio Ep (quaranta minuti di durata complessiva) presenta un contenuto assolutamente eterogeneo, assimilabile in prevalenza per grandi linee ai microsuoni elettroacustici tipici dell’etichetta Moteer, ma in grado di spaziare ampiamente dall’elettronica giocosa dei primi Múm alla desolazione rurale di Hood ed Epic45.

Dei due Ep, il primo dimostra maggiore compattezza, poiché dopo i primi due brani di minimali iterazioni elettroacustiche si stabilizza su piccoli vortici armonici e ritmici, percorsi da battiti, disturbi e field recordings che vanno a sporcare appena atmosfere di spettrale e desolata fragilità. Solo a tratti le frammentazioni elettroniche si fanno più decise, ad accompagnare la quiete pianistica di “I Must Have Fallen Asleep and We Drifted Apart” o a marcare un’imprevedibile affinità con i passaggi più spogli e riflessivi dei Port-Royal nell’ottima “Listen To The Machines”.
Il secondo mini-cd è invece un pout porri disorganico ma ricco di spunti, che risente di variazioni stilistiche e strumentali apportate dai musicisti che vi hanno collaborato. Si parte con un rilucente rimaneggiamento di un pezzo di Declining Winter, per attraversare nel breve volgere di venti minuti vocalizzi eterei, esili distorsioni, stravaganze lo-fi, ancora aspre brume hood-iane e piéce ambientali rese sinistre dalle chincaglierie elettroacustiche vittoriane di Plinth (“Dorset Sound”).

Difficilmente inquadrabile in recinti di genere, questo doppio Ep testimonia l’ampiezza della sfera d’interesse di Keith Wallace, già posta in pratica attraverso le uscite della sua home-made label e ora tradotte in prima persona in un’opera artisticamente ancora acerba ma già capace di fornire molteplici spunti di una personale declinazione elettroacustica che bilancia fascinazioni folk, accurata ricerca sonora e minimalismo elettronico casalingo.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 25 dicembre 2008 da in recensioni 2008.
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