music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Pentral

JACASZEK – Pentral
(Gustaff, 2009)

Lo scorso anno, la pubblicazione del suo album “Treny” da parte di un’etichetta in vista come la Miasmah di Erik Skovdin ha richiamato la meritata attenzione internazionale sull’artista polacco Michal Jacaszek e sulle sue esplorazioni a base dark-ambient, percorse da continue manipolazioni elettroniche e da un equilibrato impianto cameristico.

Il seguito di quel disco – al momento pubblicato solo in patria da Gustaff – è costituito dai dieci brani contrassegnati soltanto da un numero (e tuttavia provvisti di titoli di lavorazione provvisori) racchiusi nella poco più di mezz’ora di durata di “Pentral”, album che presenta la duplice peculiarità di essere stato realizzato anche grazie a un contributo finanziario pubblico da parte della Regione Pomerania e di essere un’ambiziosa opera concettuale, recante in sé una forte impronta dei luoghi nei quali Jacazek ha raccolto molti dei suoni e field recordings qui proposti nelle sue composizioni. L’intento sotteso a “Pentral” consiste infatti nel ricreare in musica l’atmosfera di austera solennità dell’interno di una cattedrale gotica, attraverso una pluralità di filtraggi e modulazioni elettroniche ma anche attraverso suoni reali, in prevalenza catturati proprio in tre chiese storiche della città di Danzica.
I suoni così ricavati in loco comprendono cori e organi ma anche rumori accidentali che, lavorati e giustapposti con loop e oscure stratificazioni elettroniche realizzano compiutamente il cupo immaginario ambientale di Jacaszek, che varia tra suoni e clangori sinistri e più tenui filigrane melodiche, il cui maggior respiro si coniuga con un minimalismo ancor più pronunciato rispetto all’album precedente.

Il costante senso di inquietudine che connota tutti i brani di “Pentral” risulta esaltato dai vocalizzi lontani di “VI”, “VIII” e “X” e soprattutto nelle due angoscianti irruzioni d’organo di “II” e “VI” (non a caso denominate altresì “Loud01” e “Loud02”), che squarciano i tanti piccoli crepitii e le misteriose detonazioni che lungo tutto il corso dell’album avviluppano l’ascolto in tenebre altrimenti soffuse. Quest’ultimo aspetto conferma quanto di buono già evidenziato in “Treny”, offrendo ancora trame elettroacustiche che scolorano in oscure morbidezze ambientali, tuttavia in quest’occasione quasi mai adeguatamente supportate da strutture compositive ridotte veramente all’osso che, anziché liberarsi in profili melodici individuabili, fungono piuttosto da contorno a una liturgia dark-esoterica non così distante da quelle dell’ultimo Xela.

Sostanzialmente ben riuscito dal punto di vista concettuale, “Pentral” conferma senz’altro Jacaszek come uno dei nomi capaci di realizzare valide proposte in ambito dark-ambient; quel che invece manca al lavoro per conseguire la ricchezza e l’omogeneità sonora di “Treny” è una costruzione armonica meglio definita e tale da travalicare le coordinate del suo ambito musicale di riferimento.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 19 marzo 2009 da in recensioni 2009.
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