music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Fugues – Unreleased Tracks 2009

VV. AA. – Fugues – Unreleased Tracks 2009
(Debruit&desilence, 2009)

Nei sotterranei parigini prima, nei mille rivoli delle nicchie musicali globalizzate poi, il nome di Fugues si è affermato nel giro di pochi anni quale sinonimo di intraprendenza e qualità propositiva.
Dapprima manifestatesi in una piccola agenzia dedita all’organizzazione di concerti nella capitale francese, le “fughe” artistiche ideate da Jerome Olivier sono state animate dalla volontà di coniugare musica, scrittura e arti visuali, tanto da tradursi nella pubblicazione di una sorta di fanzine comprendente testi e immagini e quindi in raccolte musicali limitatissime, intese ad offrire spazio ad artisti più o meno noti, impegnati a scandagliare le sfumature cangianti della musica elettronica, dell’ambient e dell’eredità post-rock di questi anni.

L’idea si traduce per la prima volta in realtà nel 2007, con l’autoproduzione in cinquanta copie della prima raccolta di “Fugues”, comprendente tracce inedite di artisti quali Yellow6, Bexar Bexar, Teamforest e Absent Without Leave. L’esperienza viene replicata nel 2008, secondo le medesime modalità realizzative, ma raddoppiando la tiratura e ospitando, tra gli altri, Part Timer, Balmorhea, Worrytrain, Epic45 e due contributi italiani a firma di Marco Campitelli (The Marigold) e dei Port-Royal, che in quella sede hanno presentato in anteprima il brano “I Used To Be Sad”, che ha fatto bella mostra di sé nel loro ultimo “Dying In Time”.
E anche alla fine di quest’anno, puntuale come sempre, Fugues regala la terza compilation della serie, nelle ormai abituali cento copie numerate, distribuite avvalendosi dell’etichetta e mailorder debruit&desilence (sulla quale già Louisville).

A conferma del fiuto e dell’abilità di Olivier, anche stavolta il parterre dei partecipanti alla raccolta è di tutto rispetto, spaziando da un lato ampiamente in territori ambientali, confermando dall’altro la propensione a combinare piéce elettroniche più dilatate e persistenti con pennellate sognanti e altrettanto eteree, di quelle care ad alcune band “post-atmosferiche” inglesi, che non a caso hanno trovato ospitalità, sotto diverse forme, in tutte e tre le raccolte di “Fugues”. E proprio questa sembra la linea conduttrice lungo la quale scorre la tracklist accuratamente compilata di “Unreleased Tracks 2009”, che si apre e si chiude con morbidi fraseggi e melodie languide, ad opera non solo di un paio di nomi ormai affermati nel genere, quali i July Skies e Rob Glover degli Epic45 – qui presente con un magnifico saggio di piano ambience del suo progetto solista The Toy Library – ma anche da parte di artisti meno conosciuti, come il trio di Singapore Life Without Dreams, o che a sonorità più corpose e sognanti sono pervenuti di recente, come dimostrato dall’elegia finale “Light”, a firma Last Days.
In mezzo ai quasi settanta minuti di musica compresi nella raccolta si alternano invece diverse declinazioni elettroniche, che spaziano dagli sciabordii chitarristici di Rothko alle tenebrose folate dell’ex-Slowdive Simon Scott e di Rafael Anton Irisarri, che negli oltre dieci minuti della sua “Abandoned (Too Soon)” svolge note compassate e via via più calde. Non mancano, poi, compunti frammenti pianistici, offerti da Keith Kennif, nelle sue vesti di Goldmund, e dall’intreccio tra classico e sintetico di Peter Broderick e Nils Frahm, né tessiture elettroniche più vivide, espresse nelle fluorescenze distorsive di Lightsway e nei battiti cadenzati di Millimetrik, il ritmo della cui “Méduse” si staglia nettamente al di sopra delle morbide movenze che connotano tutto il resto della raccolta.

Per la levatura degli artisti coinvolti e per il tenore delle tracce in essa contenute, può dirsi che Fugues abbia fatto centro anche con questa sua terza, limitatissima raccolta di inediti. Un motivo in più per premiare la dedizione di chi, con passione e buona dose di coraggio, continua a patrocinare la diffusione di musica prodotta da tanti artisti oscuri ma di grande valore.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 3 novembre 2009 da in recensioni 2009.
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