music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

You Are The One I Pick

FELIX – You Are The One I Pick
(Kranky, 2009)

Viene tenuto a battesimo dalla prestigiosa Kranky, al solito acutissima a scovare nuovi talenti e produzioni di qualità, il debutto di un nuovo duo lei-lui originario di Nottingham, che va sotto il moniker di Felix.
Se il “lui” della situazione è il chitarrista e manipolatore di suoni Chris Summerlin (con un passato negli oscuri Lords), è la protagonista femminile del duo inglese a costituire il trait d’union di questo progetto artistico con l’etichetta chicagoana: Lucinda Chua è infatti una polistrumentista di formazione classica, che tra le sue varie esperienze ha anche supportato gli Stars Of The Lid in alcune loro esibizioni dal vivo.

Ed è proprio la sua figura a risultare decisiva e fortemente caratterizzante per questo conciso “You Are The One I Pick”, album che compendia tanti frammenti stilistici eterogenei, secondo un filo conduttore costituito dalle sue esecuzioni al pianoforte e al violoncello, intorno alle quali si innestano interpretazioni sempre molto asciutte e misurate e discrete trame minimali ad opera di Summerlin.
Ne risulta un lavoro che sfugge con maestria a definite categorizzazioni, sgusciando tra generi e possibili riferimenti, che mutano di continuo nella sua poco più di mezz’ora di durata. In virtù della strumentazione impiegata e della tipologia di produzione, si potrebbe pensare a una sorta di chamber-pop in miniatura, che non disdegna tuttavia arditi accostamenti tra delicate costruzioni acustiche e incursioni in territori più astratti e impervi, resi dall’accurato lavorio chitarristico e da ritmiche asciutte, ancorché mai molto pronunciate, ad opera del batterista Elv Beetham.

Il cuore dei brani dei Felix è infatti costituito dalle sonate per pianoforte, eseguite con grande sobrietà dalla Chua, in un’alternanza di registri che modella la sua voce esile e dalle tinte notturne ora in cadenzati spoken word, ora in sinuose movenze dai lontani riecheggiamenti jazzy e addirittura soul. Il tutto viene però ricondotto a unità da un carattere e da una classe compositiva che consentono a “You Are The One I Pick” di snodarsi senza apparenti iati per tutto il corso della sua durata; parallelamente, riesce difficile inquadrare staticamente una serie di brani al cui interno si percepisce in maniera distinta un costante fermento, tradotto in pur impalpabili trasformazioni, che li conducono da segmentazioni melodiche rallentate louisvilliane a vere e proprie aperture cameristiche (nella title track), da cristalline melodie pianistiche a inquietudini latenti (“Waltzing For Weasels”), da trasognate evanescenze ambientali (“What I Learned From TV”, brano più lungo del lotto) alla movimentata ipnosi pop di “Back In Style” e alle scarnite reminiscenze in odor di trip-hop della successiva “Bernard St.”.

Tanto pacato nei toni quanto sfuggente nella sua perenne mutevolezza, tanto leggero nella sua superficie incantata quanto imperscrutabile nei suoi mille piccoli fremiti, “You Are The One I Pick” rivela un’esperienza artistica nuova e a suo modo unica. E non si tratta soltanto di spunti sparsi o premesse futuribili, ma di una realtà già sufficientemente compiuta, alla quale al momento manca forse soltanto un briciolo di coesione melodica in più. Ma la nuova scommessa di Kranky può dirsi fin d’ora coronata da successo: di questo duo denominato semplicemente Felix, si sentirà certamente parlare ancora.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 5 novembre 2009 da in recensioni 2009.
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