music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Still Standing At Your Back Door

TAXI TAXI! – Still Standing At Your Back Door
(Rumraket/Fierce Panda, 2009)

Il primo elemento che balza subito all’occhio di Johanna e Miriam Eriksson Berhan, gemelle svedesi che compongono il duo Taxi Taxi!, è la loro giovanissima età, del resto intuibile già dai volti fanciulleschi, ritratti sulla copertina di “Still Standing At Your Back Door” (un po’ sixties, un po’ Belle & Sebastian). Sono infatti nate nel 1990 nel nord della Svezia, da dove si sono poi trasferite a Stoccolma, dopo aver avvertito precocissime il richiamo della musica e in particolare di quel delicato indie-pop del quale il Paese scandinavo si conferma fucina inesauribile.

Dopo i primi pezzi caricati su Myspace all’età di quindici anni, le gemelline richiamano da subito significative attenzioni a livello internazionale, che si traducono in un’ascesa che le vede transitare dapprima nel giro degli Efterklang, per la cui etichetta Rumraket pubblicano un Ep omonimo nel 2007, e quindi spiccare il volo dal punto di vista discografico grazie all’importante Fierce Panda e da quello della diffusione della loro musica, grazie ad alcune recenti esibizioni live a supporto dei Kings Of Convenience.
E proprio al duo norvegese corre il pensiero nel corso di alcuni brani di questo album di debutto delle Taxi Taxi!, non solo per la comune origine nordica e la formazione in duo, ma soprattutto per l’estrema levità di molti intrecci melodici tra le voci. Tuttavia, le affinità con Erlend Øye ed Eirik Glambæk Bøe finiscono qui, per il duplice motivo della maggiore ampiezza dell’immaginario sonoro di Johanna e Miriam rispetto all’essenzialità di sole voci e chitarre acustiche e per quello, scontato, di una maturità di scrittura già sorprendente per la loro età ma non ancora tale da essere paragonata a quella dei ben più navigati omologhi maschili.

Prodotto da Johan Berthling (Tape, nonché comproprietario dell’etichetta Häpna) e realizzato sotto la supervisione di Joachim Ekerman (già dietro il mixer con Frida Hyvönen), “Still Standing At Your Back Door” presenta la delicata freschezza delle due fanciulle in una serie di bozzetti melodici eterogenei, benché tutti incentrati sulle loro interpretazioni, al tempo stesso timide, acute e raffinate. Nel recuperare alcuni brani già compresi nell’Ep del 2007, il lavoro stabilisce un legame anche simbolico con l’ispirazione più spontanea e genuina delle Berhan, parimenti espressa nei pezzi finora inediti, che arricchiscono di ulteriori sfaccettature la grazia garbata di un registro che spazia variamente da gioiose canzoncine bucoliche (“Old Big Trees”) a ballate da focolare notturno (“Same Side Of The Moon”, “Birdful Eyes”), da intense note pianistiche (“Mary”) a variopinti contributi di archi, fiati, percussioni e tastierine.

L’indole (post-)adolescenziale – espressa alla perfezione in quel vero e proprio manifesto di “More Childish Than In A Long Time” – non diventa tuttavia mai stucchevole, anzi uno dei più apprezzabili talenti delle gemelle svedesi consiste proprio nella misuratezza con cui riescono a creare canzoni, dalle quali traspare molto più riconoscibile lo spirito pop tipicamente svedese che non la data impressa sulle loro carte di identità.
Ariose aperture orchestrali, delicati intrecci pop, deliziosi dialoghi vocali, occhieggianti sfumature folk e persino soul scorrono lungo i trentacinque minuti di un album integralmente godibile nella sua mai banale spontaneità. Benché, soprattutto in alcuni brani della parte finale del lavoro (“Ripest Fruit”, “Birdful Eyes”), le Berhan denotino ancora qualche limite quando si avventurano nella scrittura di melodie più sofisticate, la piacevole sorpresa suscitata dalla freschezza complessiva della proposta e dalla giovane età delle protagoniste induce a plaudire senza remore alla riuscita di questo nuovo gioiellino dall’inesauribile scrigno indie-pop scandinavo e delle sue tante carezzevoli gemme, dal cui calore lasciarsi confortare nel grigiore invernale, a qualsiasi latitudine.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 10 novembre 2009 da in recensioni 2009.
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