music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

From The Ground

HEATHER WOODS BRODERICK – From The Ground
(Preservation, 2009)

Verrebbe da pensare che il talento musicale sia scritto nei geni della famiglia Broderick.
Non ci si lasci ingannare dal doppio cognome, perché Heather Woods Broderick altri non è che la sorella del già più noto Peter, polistrumentista, compositore e persino cantautore che da un paio d’anni a questa parte si è fatto apprezzare per le sue produzioni copiose ed eterogenee.
Al pari del fratello, anche Heather fa parte della line-up dal vivo degli Efterklang e di quella in studio degli Horse Feathers e con lui condivide la versatilità da polistrumentista e l’ambivalenza tra classicismo e folk, con una più spiccata propensione per quest’ultimo e per una forma autorale maggiormente definita rispetto a quella di Peter, il quale ha peraltro contribuito fattivamente alla realizzazione di “From The Ground”, suonando vari strumenti (violino, basso, batteria, filtraggi elettronici) e prendendosi cura degli arrangiamenti degli archi, della produzione e del missaggio dell’intero lavoro.

Non si pensi, tuttavia, che questo debutto di Heather, pubblicato dall’australiana Preservation, presenti semplicemente una specie di versione femminile dei dischi del fratello poiché, al di là delle inevitabili affinità, la giovane artista di Portland tende a compendiare con grande equilibrio formazione classica e cantautorato acustico, in una serie di brani che spaziano dalla ballata (post-)folk a piéce pianistiche minimali, senza trascurare un paio di ardite incursioni ambientali.
Gli strumenti d’elezione della Broderick sono senza dubbio la chitarra acustica e il pianoforte, intorno ai quali, anche grazie all’ausilio di Peter, ruotano viola, violino, celesta, glockenspiel, mandolino e flauto, che arricchiscono di sfumature un suono che pure permane sempre essenziale, tanto nelle misuratissime interpretazioni vocali quanto nei gentili saggi di minimalismo satie-ano dell’intro “Something Other Than” e di “Left”.

In particolare nelle interpretazioni, mai appiattite su riferimenti troppo palesi, risiede buona parte della forza discreta di un lavoro che accosta il neoclassicismo d’ambiente alla trasognata malinconia di canzoni intimiste, strutturate, fuor da ogni retorica, su tappeti di pianoforte e sfumati accordi acustici e completate da modulazioni di violino o violoncello dalle tinte talvolta persino tenebrose (si veda in particolare “Wounded Bird”). Così, tra ballate cantate con voce sottile (“From The Ground”, “Turned”) e la dolce ricchezza di melodie più pronunciate, suggellate da sublimi arrangiamenti in chiave orchestrale (“Cottonwood Bay”, “The Colors”), Heather Woods Broderick sfiora soltanto l’immagine delle tante “donne al piano”, riempiendone la formula con personalità più che discreta e colorando di una sensibilità umbratile e densa di romanticismo i passaggi riconducibili a vaghi sentori folk.

In parallelo a quest’anima della Broderick – e molto spesso ad essa sovrapposta – nell’album convive quella votata a scenari lato sensu ambientali, già affiorante nella ricorrente ambience pianistica e abbandonata a libero sfogo nel corso dei nove minuti di “For Misty”, pezzo la cui centralità non sembra affatto casuale, poiché con il suo crescendo di pianoforte e le folate di drone di violoncello disegna un crinale soltanto apparente nel cuore di una sequenza di composizioni di soffusa eleganza e ogni volta sorprendenti nel loro avvicendarsi stilistico e strumentale.
Non sorprende più, invece, trovare tanto talento e versatilità in casa Broderick. E, fermo restando un certo comune denominatore familiare, Heather mostra di avere tutte le carte in regola per esplicare un proprio autonomo profilo artistico, che anzi da questo delizioso “From The Ground” appare persino più vario e coeso rispetto a quello dell’altrettanto valido fratello, quanto meno dal punto di vista della limpidezza melodica e della scrittura dei brani.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 31 dicembre 2009 da in recensioni 2009.
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