music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Against Love

WINDSOR FOR THE DERBY – Against Love
(Secretly Canadian, 2010)

Dan Matz e Jason McNeely sono ormai abituati a suscitare curiosità in occasione di ogni nuova uscita, visto che in tre lustri di attività i loro Windsor For The Derby sono stati capaci di attraversare i molteplici cambiamenti intercorsi nella costellazione “indie”, incuranti di tendenze passeggere e invece ben recettivi di fronte a mutazioni determinate dalla loro sensibilità e dai diversi universi musicali ai quali si sono di volta in volta avvicinati.

È superfluo, in questa sede, ripercorrere tutte le trasformazioni attraversate dalla band, tanto più in quanto stavolta è essa stessa a concentrare nel nuovo “Against Love” una multiforme rassegna di buona parte di quanto espresso nel corso di quindici anni di onorata carriera.

Così, parzialmente sollevato il piede dall’acceleratore new wave degli ultimi due lavori, la band si ripresenta con il suo ottavo album in studio, offrendo un composito intreccio di chitarre, tastiere e schegge acustiche, di viaggi ambient-cosmici dal sapore antico e bozzetti melodici compiutamente convogliati in vere e proprie ballate.

Si direbbe che le tematiche della perdita e del rimpianto legato all’amore, alle quali “Against Love” è improntato, senza cedimenti a facili retoriche, trovino esito in un lavoro quanto meno bifronte: da un lato, i brani strumentali, modellati da riverberi, dilatazioni e note reiterate, che rispolverano i fasti di “Calm Hades Float” con sensibilità vagamente kraut e sinuosi accenni discorsivi; dall’altro, le canzoni, ulteriormente discernibili tra torsioni analogico-psichedeliche – che soprattutto nella prima parte dell’album materializzano reminiscenze di Spiritualized e Stereolab – e melodie più lente e soffuse, che traducono le medesime trasognate visioni in una dimensione intima, non priva di decise incursioni acustiche che potrebbero rimandare agli ultimi American Analog Set.

È proprio la maggiore definizione melodica riscontrabile in queste ultime a costituire l’elemento più rimarchevole all’interno delle ormai consuete sfaccettature stilistiche di ogni album dei Windsor For The Derby. Ciò è particolarmente evidente nella seconda metà di “Against Love”, nella quale si ritrova un’inedita densità di canzoni, via via spogliate dalla relativa acidità iniziale, per assumere addirittura la forma di una straniante bedroom ballad (“Dull Knives”) o arricchirsi di arrangiamenti romantici dalle morbide tinte pastello (“Cursed Ages”).

La varietà dell’album e il suo esplicito ricongiungimento con la misuratezza espressiva degli esordi fanno di “Against Love” un lavoro apprezzabile al di là di una disorganicità chiaramente ricercata, che tuttavia alla lunga non riesce ad andare al di là della semplice rivisitazione delle origini attraverso una più acuta sensibilità melodica. Ciononostante, il variopinto itinerario sonoro disegnato dall’album tra filamenti psichedelici, folate ambientali e limpide miniature acustiche non può che risultare gradevole, in particolare per quanti ben conoscano la storia di questa valida band americana, che nel corso della sua lunga attività ha certamente raccolto meno di quanto avrebbe meritato.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 14 luglio 2010 da in recensioni 2010.
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