music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Scenes From The Back Bedroom Window

THE DECLINING WINTER – Scenes From The Back Bedroom Window
(Secret Furry Hole, 2010)

L’ultimo colpo della piccola ma acutissima Secret Furry Hole risponde al nome dell’ex-Hood Richard Adams, che rilascia sull’etichetta bolognese le trecento copie in cd-r 3” dell’ultimo, breve dispaccio sonoro del suo progetto The Declining Winter.

Perfettamente in tema con la stagione d’uscita il quarto d’ora scarso di musica racchiusa in “Scenes From The Back Bedroom Window” rappresenta un ulteriore passo in avanti nell’esercizio di rarefazione e deliberata sfocatura dei contorni di paesaggi sonori solitari e minimali. Realizzato nel cuore dello scorso inverno, “Scenes From The Back Bedroom Window” risente del nevoso isolamento nel quale è stato concepito, che ha permesso a Richard Adams di concentrarsi su una crescente elongazione di note e di toni, che potesse testimoniare al meglio la condizione nella quale il lavoro è stato concepito.

Così, ecco le brumose visioni di “Leave”, che materializzano una spettrale sensazione di distanza, sotto forma di drone e iterazioni di loop che scolorano in un denso stordimento ambientale. Nella nebbia si intravedono simulacri melodici, destrutturati in forma di vocalizzi granulari, che creano atmosfere sospese tra torsioni lo-fi, riverberi luminescenti (in “Killer” e nel successivo frammento “Nobody Else (Version)” potrebbero sentirsi riecheggiare i Flying Saucer Attack di “Further”) e memorie acustiche dello spleen rurale della band d’origine (in particolare quello espresso in “The Cycle Of Days And Seasons”).

È solo nella conclusiva “Rachel” che la maggiore limpidezza degli accordi sostiene frammenti melodici più corposi e lineari, al pari di una voce che, pur sensibilmente effettata, traccia una canzone quasi compiuta, assimilabile a quelle più compassate degli stessi Hood.

Scarno, straniante, visionario e ghiacciato, “Scenes From The Back Bedroom Window” consegue con successo il risultato di evocare paesaggi e sensazioni di abbandono invernale, offrendo uno spaccato delle nuove derive sperimentali casalinghe di Richard Adams, che chiunque ne abbia seguito l’attività non potrà mancare di apprezzare.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 30 ottobre 2010 da in recensioni 2010.
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