music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

dal vivo: MUFFIN

Roma, Le Mura, 1° novembre 2010

Un locale piccolo ma accogliente, l’entusiastica disponibilità dei ragazzi che da pochissimo l’hanno fatto rinascere a nuova gestione, la passione di chi ha collaborato alla realizzazione della serata e quella di due fanciulle, atterrate ventiquattr’ore prima dal lontano Giappone, che, di passaggio a Roma per un breve tour italiano, hanno accettato di buon grado di regalare un delicato set acustico dal vivo ai pochi ma calorosi presenti.
Questi gli ingredienti di una serata umida e raccolta, che ha visto esibirsi al “Le Mura” di San Lorenzo, per la prima volta in Italia, Muffin, progetto chamber-psych-folk gravitante intorno al timido songwriting e alla vocina di seta di Mana Sasaki, per l’occasione accompagnata dall’amica Okome, che l’ha supportata in qualità di seconda voce, affiancando alla sua chitarra saltuari inserti di flauto o diamonica.

Luci soffuse e atmosfera familiare, con i presenti che riempivano comodamente i tavolini a due passi dal palco: una dimensione ideale per poter godere della musica dal vivo, lontana mille miglia dalla ressa, dal caldo e dalla confusione che troppo spesso affliggono anche molti concerti di artisti indipendenti. Visibilmente emozionata – e di una timidezza che, anche a causa della modesta dimestichezza con l’inglese, potrebbe essere quasi scambiata per scarsa espansività – Mana comincia la sua breve esibizione così come lo scorso anno aveva aperto il suo album di debutto, il delizioso “Grapes”: “Prologue” è il primo brano in scaletta, subito seguito da “17”, tratto dallo stesso lavoro. Le gentili iterazioni sulle corde della chitarra folk di Muffin e la sua voce trasognata (e un po’ sonnolenta, a causa del jet lag) mostrano le proprie fragili filigrane in questa forma così scarna, che tuttavia non smarrisce fascino melodico, nonostante l’inevitabile assenza degli arrangiamenti e della più ampia strumentazione presente invece su disco.
La formula del set appare invariabile, impostato com’è su chitarra e voce, eppure Mana modella le sue canzoni con la cura e la sapienza di una qualche arte rappresentativa giapponese, dal cui esercizio sbocciano melodie eteree, dalle quali prendono forma, tra le altre, la splendida “Kumo” e la cover di Judee Sill “500 Miles”, che ben presto si scoprirà compresa in un interessante cd-r dal titolo “First Trip”, confezionato proprio in occasione di questo suo primo viaggio europeo e comprendente sedici interpretazioni di brani più o meno noti.

Dopo il dovuto omaggio al motivo della sua presenza italiana, riassunto in “Flora”, brano pubblicato su uno split insieme ai nostri Comaneci e a Mattia Coletti, e un paio di ripescaggi dal suo primo Ep “Folklore” (la sandovaliana “Sea” e la più evocatica “Lost Song”), ci si avvia agilmente alla chiusura con “Sleeper”, replicando così fedelmente l’iter del disco, del quale costituisce la degna conclusione impressionista.
A questo punto qualcuno dal pubblico – incredibile ma vero, c’è davvero chi è accorso al “Le Mura” appositamente per assistere al concerto! – reclama a gran voce l’esecuzione di “We Are The Rainbow”, il pezzo più riuscito e “radiofonico” dell’artista giapponese, che non si può quindi sottrarre dall’offrire qualche altro minuto della sua musica, in un’esecuzione che rivela la dolcezza melodica e la trascendenza folk del brano, pur qui privato dell’arioso arrangiamento che ne faceva la punta di diamante del disco.

E così, con la sua timidezza tipicamente orientale, Mana scende in silenzio dal palco, ritirandosi a sistemare gli strumenti accanto all’angolino nel quale, di lì a poco, avrà modo di vendere qualche cd, a testimonianza dell’apprezzamento da parte dei pochi accaniti cultori della sua musica e della gradita scoperta da parte di chi vi si è imbattuto proprio in occasione di questa serata così particolare. Una piccola ma piacevolissima soddisfazione per i volenterosi appassionati che hanno reso possibile questo piccolo ma prezioso evento, a cominciare dai “romantici” gestori del “Le Mura”.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 21 novembre 2010 da in dal vivo.
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