music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Eifelian

AUTUMN’S GREY SOLACE – Eifelian
(Projekt, 2011)

Il duo formato dal polistrumentista Scott Farrell e dalla tastierista e ammaliante cantante Erin Welton si è preso una pausa relativamente lunga – almeno per i suoi prolifici standard – dopo la svolta “solare” del precedente “Ablaze”. Ci sono infatti voluti ben tre anni per la realizzazione di “Eifelian”, sesto episodio della decennale saga dark-dream-pop degli Autumn’s Grey Solace, ormai consolidatisi tra i più autorevoli interpreti di sonorità che nella loro etichetta Projekt trovano contesto ideale e riconoscibilissimo marchio di fabbrica.

Proseguendo nella direzione tracciata nell’ultimo disco, le ben quattordici tracce di “Eifelian” narrano una storia naturale della Terra pre-antropica attraverso riverberi sinuosi e carezzevoli spirali chitarristiche, delle quali l’eterea voce della Welton funge più spesso da mero complemento sonoro che non da veicolo narrativo per testi veri e propri.
I copiosi filtraggi ai quali vengono sottoposti voce e strumenti producono un risultato denso e omogeneo, progressivamente svolto in flussi di coscienza ora descrittivi di morbidi abbracci e sogni impalpabili, ora rivelatori di quel substrato tenebroso che le luminose torsioni dream-gaze lasciano ancora scorgere in trasparenza.

Se almeno nell’iniziale “Archean Earth”, in “Unfamiliar Spirits” e in “Riverbled” si assiste a qualcosa di molto prossimo a citazioni dei Cocteau Twins, pezzi più strutturati quali ad esempio “Phobic Sea” e “Gondwanaland” spostano la barra di navigazione verso gli Slowdive più celestiali, rilanciando melodie incorporee in abbracci di nebbia e rugiada che avviluppano visioni sospese al di sopra della dimensione spazio-temporale, chiaramente orientate a sfiorare le corde emozionali più sensibili.
Se l’eleganza delle suggestioni suscitate travalica facilmente la sostanziale invariabilità di una formula che di tutta evidenza punta su fattori diversi dallo sviluppo di un suono per forza di cose cristallizzato in un bozzolo di preziosa stasi, la sua ripetizione per tutta la notevole durata del disco (di poco inferiore all’ora) ne depotenzia l’indubbio fascino, disperdendone in parte l’efficacia attraverso un’insistenza sfociante, a tratti, in pedanteria.

Così, quello di “Eifelian” risulta dunque un ascolto niente affatto privo di piacevoli momenti, benché ormai intrappolato in qualche cliché di troppo, di sicuro effetto sui cultori di sonorità oscure ed echi romantici, ma alla lunga ridondante anche per quanti apprezzassero lasciarsi blandire dal dialogo tra una voce d’angelo e riverberi violacei baciati da fugaci raggi di sole.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 26 aprile 2011 da in recensioni 2011.
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