music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Celestial King For A Year

RICHARD MOULT – Celestial King For A Year
(Second Language, 2011)

La nuova uscita della serie per autentici collezionisti dell’oggetto-cd dell’etichetta Second Language consiste nell’ultimo lavoro del poliedrico compositore, poeta e pittore Richard Moult. Quello del poliedrico artista inglese, da tempo però trasferitosi in solitarie propaggini rurali scozzesi, non è certo conosciutissimo per le sue opere soliste – tra le quali merita una citazione almeno l’ultimo disco di piano solo “Ethe” – mentre vanta importanti collaborazioni in qualità di polistrumentista nei lavori del collettivo avant-folk irlandese United Bible Studies, nonché di Plinth e persino dei Current 93.

L’ispirazione per questa sua nuova fatica – pubblicata in sole trecento copie, dalla confezione al solito curatissima – è stata determinata da una congiunzione di sacro e profano, che trova il proprio punto d’equilibrio nelle suggestioni di un canto cristiano del sesto secolo e nella volontà, da parte dell’artista, di concepire qualcosa da far risuonare nella solenne ampiezza di spazi sacri e vuoti.

L’iniziale idea di Moult di comporre musica per un semplice quintetto d’archi ha così ben presto ceduto il passo di fronte a scarni frammenti di armonie vocali, field recordings e timbriche scheletriche, che rinunciano a qualsiasi simulacro ritmico, in favore di linee compositive sostanzialmente statiche, incentrate solo su archi, voce ed elettronica.

La centralità degli archi è comunque evidente fin dal primo dei tre movimenti di “Celestial King For A Year”, i cui stridori introducono in una temperie di camerismo spettrale, che si muove su lenti loop in iterazione sempre più asciutta e sfumata. Il gotico ambientale della seconda parte, con tanto di field recordings naturalistici, accentua il carattere tenebroso dell’opera, disegnando spettri in luoghi abbandonati attraverso fondali eterei sui quali vagano armonie vocali di allucinata delicatezza.

A fronte dei rispettivi sette minuti circa di durata dei primi due movimenti, il terzo si snoda per quasi venti minuti, che sfumano ulteriormente l’ovattato incontro tra soffice solennità e un respiro evocativo assimilabile a quello dei lavori di Richard Skelton. Eppure, proprio la parte finale della lunga composizione rompe l’oppressiva stasi che contrassegna ampi tratti del disco, attraverso florilegi d’archi neoclassici e un tono complessivamente più lieve, che negli ultimi minuti sembra intesa a segnare il culmine di un pagano percorso di purificazione.

Il fatto che “Celestial King For A Year” non indulga in romanticismi a buon mercato ne fa un’opera di non facilissima fruizione anche per orecchie aduse agli ensemble di classica contemporanea; del resto, Richard Moult è compositore da suggestioni assai diverse e, nonostante qualche lungaggine di troppo, non si può certo dire che i trentacinque minuti di musica racchiusi in quest’album non soddisfino l’intento di sacralità evocativa al quale è stato improntato.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 4 maggio 2011 da in recensioni 2011.
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