music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

9th Chrysalis

REVGLOW – 9th Chrysalis
(KrysaliSound, 2011)

Dunque la crisalide si sta finalmente dischiudendo per liberare il volo della creatura nata dalla fervente immaginazione di Francis M. Gri. L’immagine deve essergli particolarmente cara, visto che ad essa ha improntato l’etichetta KrysaliSound, destinata a compendiare i suoi molteplici progetti artisti, e dedicato prima il recente Ep di anticipazione e adesso il nuovo disco di Revglow, sigla che designa la sua collaborazione con la vocalist milanese Lilium.

Si tratta di una connubio che viene da lontano, i cui primi frutti si erano scorti già nel 2008, sotto forma dell’autoproduzione intitolata “Liquid Pearls”; “9th Chrysalis”, invece, è tutta un’altra storia, non tanto dal punto di vista strettamente stilistico quanto da quelli dell’accuratezza di produzione e dell’accresciuta personalità dei due artisti, che nei nove brani del lavoro appaiono molto affiatati e pertanto capaci di esprimersi in maniera estremamente spontanea.

Se infatti nelle opere precedenti l’ombra di comparazioni con l’electro-pop di Björk e i velluti del trip-hop si stagliava ingombrante sul ventaglio di pulsazioni elettroniche di Gri e soprattutto sulle pur fascinose interpretazioni di Lilium, “9th Chrysalis” rivela variopinti profili di un mélange espressivo che dell’immagine della crisalide coglie in particolare l’idea di una continua transizione, la cui indeterminatezza è elevata a valore, nelle sfaccettature musicali così come in buona parte dei testi.

Sotto il primo aspetto, alla compiuta fusione tra impulsi liquidi avvolgenti e atmosfere in penombra dei tre pezzi già presenti nell’Ep (“Chrysalis”, “Out-Side”, “Invisible”), si affianca una ricca teoria di sciabordii elettronici e partiture notturne al piano, ma anche più sensibili texture distorsive chitarristiche, che corrono sotto traccia e talvolta affiorano in maniera più sensibile, come nel caso dell’ottima “Illusion”, lungo i quasi otto minuti della quale i Revglow offrono una prova compiuta della trasformazione in fieri che la loro musica intende catturare.

Non mancano, lungo il corso dell’album, sussulti e detonazioni che accompagnano cadenze quasi dancey (in particolare “Blood Poetry”), né, di contro, passaggi nei quali Francis M. Gri lascia più libero sfogo al suo animo latamente ambientale (quello espresso nel suo altro progetto Apart): è il caso delle ricorrenti melodie pianistiche, dell’incipit di “Nowhere” e, soprattutto, di “Morning Sunshine”, brano luminoso e frizzante che dimostra come le tenebre siano per lui soltanto un ricordo lontano.

Decisiva è poi l’equilibrata integrazione della musica con le interpretazioni di Lilium, maturata nel dosaggio della sua voce, ora plasmata in maniera più personale di quanto non fosse avvenuto in “Liquid Pearls” e in grado di riempire di calore testi in penombra (raccolti nell’elegante libretto accluso al cd), a loro volta rivelatori di discrete qualità di scrittura e di un’indole in bilico tra incertezza e speranza.

Tutti questi ingredienti rendono “9th Chrysalis” un’opera completa e vitale, che – sarà banale a dirsi – presenta potenzialità “da esportazione” non poi così frequenti nello sterminato universo delle produzioni nazionali. E se l’immaginario dei Revglow lascia ancora pensare a una transizione, non resta che attendere ulteriori trasformazioni, tra le tante che questo disco lascia intravedere come in potenza.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 26 luglio 2011 da in recensioni 2011.
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