music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Are You Falling In Love?

GOLD-BEARS – Are You Falling In Love?
(Slumberland, 2011)

Quale tema più adatto dell’amore per il debutto di una band indie-pop-rock di post-adolescenti alle prese la rilettura di un passato musicale risalente a un tempo nel quale i suoi componenti erano a malapena venuti al mondo?

Il semplice ma problematico interrogativo “Are You Falling In Love?” connota dunque il debutto sulla distanza medio-lunga dei Gold-Bears, band di Atlanta guidata dal frontman e autore dei testi Jeremy Underwood che, dopo l’esperienza con i Plastic Mastery, si è fatto affiancare da altri quattro musicisti in studio, oltre a due via mail (seconda voce femminile e tastiere), per dar forma diretta e abrasiva alle sue popsong rapide ed esplicite.

Rodati con un paio di singoli e con l’Ep “Tally” nel 2010, ecco adesso i Gold-Bears al debutto discografico sulla lunga distanza (o, piuttosto, sulla media, visto che l’album condensa undici brani in poco più di mezz’ora di durata), tenuto a battesimo niente meno che dalla Slumberland, etichetta stabilmente sulla cresta dell’onda grazie a produzioni quali quelle dei Crystal Stilts e dei Pains Of Being Pure At Heart.

E proprio la band guidata da Kip Berman e Peggy Wang costituisce il riferimento attuale più immediato fin dall’ascolto del brano che apre “Are You Falling In Love?”, la caracollante “Record Store”, che coniuga le melodie solari completate dalla voce vagamente nasale di Underwood con un impianto chitarristico granitico e ritmiche incalzanti.

La formula dei Gold-Bears è già tutta qui, riassumibile in quella miscela di dolcezze indie-pop e incandescenti folate noise, e almeno nella prima parte di “Are You Falling In Love?” funziona anche discretamente, inanellando subito lo scatenato twee di “All Those Years” e il garage-surf di “So Natural”. Un momento di pausa arriva con la title track, inizialmente virata in chiave psichedelica e poi incardinata su una linea melodica lieve e cangiante, che fa da contraltare a una distorsione uniforme. È tuttavia proprio la ripetitività di ritmiche febbrili e fuzz chitarristico, che affoga quasi tutti i brani in un magma indistinto, a palesare i limiti di canzoni dalla scrittura non particolarmente efficace.

Si direbbe quasi che, consapevoli di ciò, i Gold-Bears abbiano preferito aderire a uno standard attualmente di buon successo per celare una vena pop ancora acerba, oppure frettolosamente applicata a melodie che avrebbero meritato ulteriori cure per conseguire un risultato più compiuto.

Sarà per questo che, al di là degli spunti evidenziati e di “Xmas Song” (fin troppo appiattita sui Pains Of Being Pure At Heart), di “Are You Falling In Love?” finiscono per restare impressi soprattutto i pochi episodi che si discostano dagli standard noise-pop, quali il sofisticato incipit acustico della conclusiva “Yeah, Tonight” o la nostalgica “Besides You”, unico brano depurato dalla patina rumorosa e dalle reminiscenze di quei primi anni 90 citati nel suo testo.

In fondo è proprio qui che i Gold-Bears mostrano una personalità e una varietà di riferimenti (Yo La Tengo, Pavement, Wedding Present), invece troppo spesso soffocati in nome di sonorità di facile impatto nella sensibilità indie predominante in questi anni.

Ancora troppo presto per innamorarsi, ma almeno qualche sbandata le canzoni di “Are You Falling In Love?” potrebbero causarla; c’è ancora bisogno di conferme, per capire se potrà essere vero amore.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 13 agosto 2011 da in recensioni 2011.
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