music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Dear And Unfamiliar

BIRDS OF PASSAGE AND LEONARDO ROSADO – Dear And Unfamiliar
(Denovali, 2011)

Dopo che il suo debutto di inizio anno, “Without The World”, era comparso quale un lampo nella nebbia della solitudine creativa “da cameretta”, Alicia Merz torna a farsi sentire con una delle tante variegate collaborazioni intraprese con artisti di estrazione parzialmente diversa, con i quali ha inteso condividere il suo mondo interiore e la spoglia magia di echi e riverberi, sospesi su coltri sonore ora evanescenti ora alquanto aspre.

Proprio nel parziale superamento dell’autarchia che contrassegna il progetto Birds Of Passage risiede uno dei punti di interesse dell’incontro dell’artista neozelandese con il compositore ambientale portoghese Leonardo Rosado, che in “Dear And Unfamiliar” trova la propria sintesi in dieci brani di vaporoso romanticismo e narcolettiche modulazioni vocali.
Se infatti il lavoro di filtraggio e manipolazione della voce della Merz permane sostanzialmente analogo a quanto evidenziato nel suo intensissimo esordio solista, il fatto stesso di mettersi alla prova per la prima volta con basi diverse dalle sature torsioni ambientali in bassa fedeltà, esclusivamente da lei stessa prodotte.

Le basi di Rosado fanno dunque da sfondo a nuovi esercizi di fascino vocale, plasmati su una superficie soltanto in apparenza più rifinita, ma di fatto tale da compenetrarsi integralmente con le melodie ovattate della Merz. Che si tratti delle tremule pulsazioni della title track d’apertura o dei loop ronzanti di “Of Your Charm”, delle dense saturazioni di “You Wore Blue” o delle correnti moderatamente distorte di “A Kiss Is Just A Kiss”, voce e substrato formano un tutt’uno inteso alla creazione di un effetto avvolgente, nel quale flussi di coscienza al tempo stesso tormentati e sognanti scolorano in irregolarità stranianti, costellate da battiti, crepitii e impalpabili fluttuazioni ambientali.
Al di là della relativa maggior definizione di contorni delle composizioni di Rosado, la differenza più sensibile rispetto a “Without The World” si manifesta in particolare nei due brani conclusivi, nei quali non solo si affacciano rade note pianistiche ma anche trova coronamento la più spiccata matrice elettronica di “Dear And Unfamiliar”, con simulacri melodici distanti e crepitii disomogenei a supportare ancora i vocalizzi di Alicia in “I Wonder If You Sing It Now”, mentre lo sciabordante strumentale “Endings And Beginnings” si sposta con decisione verso contorte texture di neoclassicismo sporcato da detriti elettroacustici e battiti cadenzati.

In definitiva, la collaborazione transoceanica con Leonardo Rosado permette di scoprire l’apertura di Alicia Merz a una forma artistica in grado di trascendere le suggestioni spietatamente personali della sua versione soli(psi)sta, avvicinandola a un’elettronica sfaccettata sulla quale la sua voce eterea continua a ricamare visioni di un’introspezione tanto placida quanto tormentata.
L’artista neozelandese ha già in cantiere ulteriori progetti collaborativi, oltre all’immediato seguito del fulminante “Without The World”; c’è quindi da augurarsi che il pathos riversato in quel lavoro non venga dissipato da un’inflazione di uscite, rischio che “Dear And Unfamiliar” riesce tuttavia a mantenere distante quanto basta per lasciarsi apprezzare come un buon esperimento, non privo di momenti di suadente tensione emotiva.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 11 novembre 2011 da in recensioni 2011.
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