music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Seven Sisters

MILENASONG – Seven Sisters
(Monika Enterprise, 2007)

Milenasong è il progetto musicale di Sabrina Milena, pittrice e cantautrice di origini slavo-norvegesi, di recente trasferitasi in Inghilterra, ma artisticamente cresciuta in ambienti berlinesi.
E proprio al suo periodo berlinese risale “Seven Sisters”, album di debutto uscito ormai qualche mese addietro, nel quale la giovane cantautrice, assistita dall’illustre produzione di Bernd Jestram dei Tarwater, propone la propria personale interpretazione di un folk acustico lento e minimale, venato di esili tracce elettroniche.

La sua non è però una semplice riproposizione di piacevoli quanto ormai prevedibili paradigmi folktronici, poiché la sua voce accattivante – non priva di sfumature dalle reminiscenze gotiche – e le atmosfere rese oblique dall’utilizzo di piccoli loop e samples autocampionati danno luogo a forme espressive continuamente cangianti. Attraverso le dodici tracce di “Seven Sisters”, Milena pennella, infatti, un piccolo affresco di folktronica in chiaroscuro, capace di spaziare da delicate ballate di classico folk acustico (“Thirty”) a sequenze elettroniche dilatate (“Figs Tree”), da giocosi arabeschi in stile Cocorosie (“How Ode”) a lenti e solenni crescendo, che tradiscono addirittura tenui aperture psych-folk (“Standby”).

Il fulcro costante dell’espressione artistica di Milenasong risiede tuttavia nella circolarità concentrica di delicatezze acustiche, discrete intrusioni elettroniche e linee melodiche eteree, appena tracciate, volutamente lasciate sospese, quasi ad accrescere l’astrattezza di una musica costituita da pochi, semplici elementi. Benché in “Seven Sisters” non manchino alcune vere e proprie “canzoni”, più spesso i testi e la voce di Milena fanno, infatti, da complemento a piccoli mantra tenebrosi (“Casey On Fire”) o filastrocche folk cullanti e malinconiche (“Nightlost Trains”, “Seventeentwentysix”).
I brani che riescono a far cogliere al meglio l’essenza della musica di Milenasong sono però quelli, collocati nella parte centrale del lavoro, che riescono nella perfetta fusione di elementi acustici ed elettronici, richiamando da presso l’esperienza recente della Morr Music (“Something Else” e la pop song “Lily Wyatt”) e persino le sonorità più compassate di band del calibro di Tarwater e Notwist (la crepuscolare “Figs Tree”). Nel cuore del lavoro si trova anche la sua punta di diamante, ovvero la deliziosa ballata di folk intimista “Love Feel You Do”, nella quale loop elettronici e scarne note di chitarra si combinano in iterazione ipnotica, a far da sfondo all’intreccio dei sussurri di Milena con la voce del cantante norvegese Tord Løvik.

Nel suo complesso, “Seven Sisters” è un disco che si fa apprezzare nella sua semplice sincerità, poiché in esso Milena e i pochi musicisti che l’hanno accompagnata sono riusciti a dar forma a un’opera piacevole, ricca di suggestioni e povera di pretese. Tra folk acustico ed essenzialità elettronica, tra l’Europa centrale, quella settentrionale e adesso l’Inghilterra, merita di essere seguito con attenzione il percorso di un’artista che questo debutto lascia presagire decisamente interessante.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 4 ottobre 2007 da in recensioni 2007.
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