music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Within These Walls

DAMON & NAOMI – Within These Walls
(20|20|20, 2007)

Sarebbe oltremodo superfluo, in sede di presentazione del nuovo lavoro di Damon Krukowski e Naomi Yang, ripetere ancora una volta i riferimenti agli indimenticabili ma ormai lontani trascorsi come membri dei Galaxie 500, poiché la loro attività di coppia artistica (oltre che nella vita) perdura sotto l’attuale denominazione da ormai quindici anni, periodo nel quale i due hanno tracciato un proprio percorso, coerente con il loro fulgido passato e contrassegnato da una sensibilità che è andata evolvendosi con il tempo, la maturità anagrafica e la stabilità della vita coniugale.
È “musica adulta”, ormai, quella di Damon & Naomi, non certo ispirata da furori giovanili o impellenze espressive, eppure in grado di testimoniare la sua provenienza da nient’altro se non il sincero amore per questa forma d’arte, interpretata attraverso un gusto raffinatissimo, placidamente cerebrale ma sempre pulsante di emozioni tanto intense quanto sfumate nella forma.

È così anche in “Within These Walls”, ennesimo album di una produzione sempre di alto livello, che segue di due anni la pubblicazione del precedente “The Earth Is Blue”, l’opera forse più compiuta del duo americano, riproponendone lo stesso ampio novero di collaboratori, ai quali si aggiunge qui il contributo di Helena Espvall degli Espers al violoncello. L’impronta di base rimane, tuttavia, immutata, e presenta Damon & Naomi spostarsi con perfetta padronanza di movenze tra lentezze delicate e sognanti, tenui retaggi di rock psichedelico ed eleganti accenni folk.
Sono sufficienti le prime note dell’iniziale “Lilac Land” per lasciar intuire da subito che “Within These Walls” è destinato a rinnovare l’incanto della musica del duo, mentre ritmiche sfumate si fondono con la lentezza soffusa di melodie incastonate da preziosi arrangiamenti di archi e dal dolente suono del sax, sui quali la grazia senza pari di Naomi narra di cuori infranti e sentimenti ormai fuori tempo. I temi dell’abbandono e del rifugio in un isolamento che evoca pace e serenità ricorrono un po’ per tutto il lavoro, filtrati ora da atmosfere jazzy dominate dai fiati (“On The Aventine”), ora da sobri tappeti di violoncello, ora quasi soltanto da semplici suoni acustici.

Qualunque sia la veste sonora prescelta per i brani, la musica di Damon & Naomi, con i suoi movimenti lenti ma graduali, riesce a catturare il raccoglimento di istanti fragili (“Peace within and traffic’s outside/ the markets are closed/ the day we sing in the middle of the night/ while the roses bloom”), ma anche a esprimere la complessità esistenziale di rapporti umani (“Lives crossing other lives/ in a network of nerves/ …this is not me, it’s possesion”), di fronte ai quali l’unica risposta sembra il ripiegamento nel privato e nella solidità di sentimenti semplici e autentici. Non sembra, infatti, un caso che l’album tragga il suo titolo proprio dal brano più intimo e raccolto, costruito su melodie esili e quasi immobili, solcate solo dal toccante romanticismo di Naomi, che con infinita dolcezza canta “all I have is you/ in this world too unkind/ in this place too cold/ in this night that is too long”.
Nel trattare questi temi con la consueta soavità, Damon & Naomi non smarriscono quasi mai il tono serafico e smorzato di melodie cristalline, sacrificate appena dalle torsioni psichedeliche delle chitarre sixties di “Stars Never Fade”, e invece perfettamente contemperate con l’onirico folk della conclusiva “Cruel Queen”, sorprendente riadattamento del traditional “The Trees They Do Grow High” in una morbida chiave armonica, che non può evitare di richiamare i passaggi più lievi degli Espers.

Anche se nella parte finale del lavoro non mancano un paio di episodi più stanchi, nei quali l’intensità va leggermente digradando, “Within These Walls” conferma la raffinata ispirazione di un duo di artisti che, conseguita la stabilità e la pace all’interno delle mura domestiche, possono ormai permettersi di guardare con occhi disincantati alla propria arte. Forse per questo sarebbe oggi superfluo esigere evoluzioni radicali dalla musica di Damon & Naomi, mentre molto più appropriato può risultare semplicemente godere di suoni e melodie magicamente sospese, ancora una volta generate da una classe che il tempo non scalfisce.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 7 dicembre 2007 da in recensioni 2007.
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