music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Nuage

SYLVAIN CHAUVEAU – Nuage
(Type, 2007)

Reduce dalla inaspettata quanto intrigante transizione para-cantautorale del suo progetto originariamente post-rock Arca, Sylvain Chauveau torna a cimentarsi con il minimalismo pianistico che ha da sempre caratterizzato le sue opere, rendendolo uno dei compositori contemporanei più raffinati e sensibili nonché meritevoli di maggiore considerazione.
L’occasione stavolta gli è stata fornita dal regista Sébastien Betbeder, per il quale Chauveau ha composto le colonne sonore di due film, “Nuage” e “Les Mains D’Andréa”, qui raccolte nell’opera che, insieme al mediocre mini-album “S” che lo ha anticipato di poche settimane, segna l’inizio delle pubblicazioni del compositore francese per la Type Records.

Per le quattordici tracce tratte da “Nuage” e le cinque da “Les Mains D’Andréa”, Chauveau ritrova la quasi assoluta solitudine di frammenti pianistici essenziali, che giocano su una vaporosa solennità cinematografica, incorniciata soltanto dalla presenza quasi costante del violoncello e della viola, in composizioni dallo spiccato spirito romantico ma di sobria calma e concisione.
Sparse note di pianoforte, centellinate fino a corteggiare talvolta il silenzio, caratterizzano tutti i brani alternando l’evocazione di suoni notturni impalpabili e a tratti sinistri (“Marianne”) alla leggiadra formazione di cerchi armonici concentrici (“L’orée Du Bois”) e al lieve raccoglimento di note liquide e cristalline (“Le Tunnel”, “Andréa’s Hands”).

Attraverso variazioni compositive quasi impercettibili, Chauveau riesce a fornire molteplici sfaccettature della sua sensibilità artistica, dimostrando di trovarsi a proprio agio tanto con semplici pièce pianistiche ridotte veramente all’osso, quanto lavorando sui brani in maniera incrementale, a partire da spoglie intelaiature armoniche, sulle quali vengono inseriti gli archi a fare da raccordo. Esempi evidenti della prima modalità espressiva sono riscontrabili nelle due brevissime schegge “Symptôme N°2” e “Symptôme N°1”, entrambe al di sotto del minuto di durata eppure perfettamente compiute, mentre molteplici illustrazioni della seconda sono sparse attraverso tutte le diciannove tracce comprese in questo lavoro, lungo il quale gli archi enfatizzano la fragilità della sovente iterazione di poche note di pianoforte, completandone l’intensità romantica e dando luogo anche ad alcune composizioni più articolate, quali “Fly Like A Horse” e “Vers Les Montagnes”, nella quale ultima assumono anzi preponderanza esclusiva, disegnando cupe volute cameristiche da far trattenere il respiro.

L’associazione alle immagini appare la più appropriata finalità della musica di Chuaveau, già abituato a scrivere colonne sonore per film immaginari e quindi spontaneamente propenso alla concisione descrittiva di composizioni non solo misurate e impeccabili dal punto di vista formale ma anche, come in questo caso, dall’intenso potenziale espressivo. Nonostante in “Nuage” l’elettronica sia quasi del tutto assente e nessuna traccia apparente vi sia di retaggi post-rock, è la sensibilità dell’artista a fare la differenza, rendendo una testimonianza moderna ed emotivamente vibrante di un classicismo che non cessa di regalare opere ammantate di denso fascino e di pregevoli connotati artistici.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 13 dicembre 2007 da in recensioni 2007.
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