music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Glorytellers

GLORYTELLERS – Glorytellers
(Southern, 2008)

Un nome nuovo per l’ennesimo progetto di un autore che ha tracciato un personalissimo percorso nella musica indipendente americana dell’ultimo decennio: Glorytellers è l’ultima creatura artistica di Geoff Farina, già mente, voce e leader carismatico degli indimenticabili Karate.
Staccata la corrente agli amplificatori, accantonate le sperimentazioni jazzy e acquisita nel frattempo una spiccata sensibilità melodica, Farina si applica adesso al recupero di classiche sonorità alt-country, in prevalenza incentrate sulla chitarra e interpretate secondo la sua sensibilità, così come sviluppata attraverso le diverse esperienze maturate nel corso degli anni.

Affiancato dal batterista Jeffrey Goddard, suo compagno d’avventura già ai tempi dei Karate, e da altri musicisti attivi in band di diversa estrazione, Farina si diletta in un evidente omaggio alla tradizione americana, elaborando un registro sonoro dichiaratamente vintage, ma non per questo stantio o prevedibile. In tale operazione, infatti, evita con cura di peccare di indulgenze calligrafiche, né si lascia prendere la mano da eccessi di polveroso blues, filtrando piuttosto lo scarno classicismo formale della sua musica attraverso strutture armoniche che non si sottraggono a richiami alle sue produzioni passate.
Riesce in effetti difficile non pensare a qualcosa di simile a una declinazione acustica dei Karate ascoltando le ritmiche sfumate e le pur arrotondate frammentazioni armoniche di brani quali “Awake At The Wheel” e “Blood On The Shine”; non vi è però solo questo nelle dieci brevi tracce dell’album, anzi il suo fulcro va individuato soprattutto nell’attitudine melodica di Farina, astratta e irregolare come al solito, ma quasi sempre ricondotta a unità dalla sua inconfondibile voce sommessa e da delicate trame acustiche, concepite per risultare fuori del tempo senza però sembrare anacronistiche né forzatamente costruite.

A ciò contribuisce senza dubbio la lunga esperienza di tutti i musicisti impegnati nel progetto Glorytellers, tra i quali figurano anche Luther Gray III e Josh Larue (Him, Mice Parade) e il lieve disincanto di Farina, intenso e vellutato quando narra storie di ordinario abbandono, ma anche capace di non prendersi troppo sul serio, come quando si lascia andare all’uptempo blues “Quarantine” o si cimenta con il suo traballante italiano nell’irresistibile “Trovato Suono”.
Le note più liete di Glorytellers risiedono però nelle limpide ballate acustiche costruite su pochi accordi (l’iniziale “Camouflage” su tutte) e nelle scorrevoli melodie che rendono lieve e per nulla passatista questo “ritratto in seppia” di Geoff Farina, artista maturo e navigato, adesso alle prese con un nuovo inizio.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 6 febbraio 2008 da in recensioni 2008.
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