music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Structure/Chaos

FORESTFLIES – Structure/Chaos
(Auetic, 2008)

Conoscerà mai un momento di sosta la fervida creatività artistica di David Wenngren?
La domanda nasce spontanea, avendo riguardo alle sue tante recenti produzioni, sotto le diverse denominazioni Library Tapes, Xeltrei e appunto Forestflies, e al suo nuovo, ambizioso progetto, ovvero la nascita di un’etichetta tutta sua, battezzata con il nome Auetic e inaugurata con quest’uscita in edizione limitata a trecento copie, ciascuna delle quali con differente artwork dipinto a mano.
Dei tanti progetti di Wenngren, Forestflies è stato finora il più eterogeneo rispetto alla consolidata formula di pianoforte e frammenti elettronici, essendo improntato in prevalenza a sperimentazioni ambient-drone. “Structure/Chaos” presenta invece una struttura più articolata, che da un lato aggiunge ulteriori elementi alla musica finora uscita sotto questo moniker e, dall’altro, sviluppa la maggiore varietà strumentale già introdotta in “Sketches” grazie al fondamentale contributo del violoncellista Danny Norbury.

I suoi sei brani, intitolati semplicemente con i nomi degli strumenti in essi utilizzati, rappresentano altrettanti esperimenti di filtraggio elettronico di scarne piéce strumentali, che spaziano dal tenebroso romanticismo di “Cello 2”, all’astrattezza basinskiana dei drone di “Guitar And Cello” al costante fluire ambientale di “Processed Vocals And Strings” e dell’emozionante “Piano And Violin”, unico brano in cui Wenngren offre sprazzi del suo aggraziato minimalismo pianistico.

Benché la mezz’ora abbondante di musica in esso contenuta sembri costituire piuttosto la risultante parziale di un work in progress, di piccoli esperimenti in attesa di più completa applicazione, “Structure/Chaos” fornisce un’ulteriore prova della versatilità di un compositore propenso a cimentarsi con sonorità e strumentazioni più varie e complesse, lasciando altresì in eredità non solo il nome della nuova etichetta, da appuntarsi e seguire con attenzione, ma soprattutto la sensazione che dal prossimo lavoro a nome Library Tapes dovrà attendersi qualcosa di nuovo e molto interessante.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 6 febbraio 2008 da in recensioni 2008.
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