music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

I Am Responsible

EF – I Am Responsible
(And The Sound, 2008)

“Emotions, explosions, energy”: con questi tre termini gli svedesi Ef presentano la propria musica sulla loro pagina Myspace, rimandando così in maniera esplicita ai cardini di quel post-rock che ha avuto in Godspeed You! Black Emperor e Mogwai i suoi insuperati maestri e che di recente si trascina spesso tra insipide emulazioni formali e scorie post-metal del tutto inconferenti rispetto alle origini musicali ed emotive del genere.

Questo quintetto originario di Goteborg, al suo secondo lavoro dopo “Give Me Beauty… Or Give Me Death” del 2006, sembra invece non solo aver fatto propria la lezione dei capostipiti di questo tipo di musica, ma anche possedere il giusto spirito per rendere fresche, vibranti e sufficientemente personali composizioni tutte incentrate sugli aspetti emotivi, senza artifici e senza pretese di quell’innovatività a tutti i costi che in quest’ambito è superfluo pretendere e la cui eventuale assenza è ormai stucchevole dover continuare a sottolineare in funzione quasi giustificatoria.
Eppure, anche sotto tale profilo, nell’ora scarsa di durata di “I Am Responsible” possono riscontrarsi elementi interessanti, non certamente rivoluzionari, ma tali da far apprezzare un lavoro che delle tre “E” della musica degli Ef punta soprattutto sulla prima, lasciando invece all’energia il solo compito di guidare moderate esplosioni, che rappresentano sì i momenti di parziale liberazione emotiva ma non costituiscono l’unico fulcro di composizioni incentrate in prevalenza su un raffinato lavorio strumentale e sull’equilibrato dialogo tra la sezione classicamente rock e quella orchestrale.

È quest’ultima (violoncello, tromba, glockenspiel) a costituire il tratto distintivo delle sei composizioni qui raccolte, oltre alle ritmiche inappuntabili e ai crescendo elettrici, quasi sempre graduali e controllati, salvo nel caso dell’unica vera e propria detonazione elettrica di “Bear”; per il resto, però, sono le atmosfere ovattate e romantiche a farla da padrone, in un dipanarsi sonoro che persino nei passaggi di maggiore tensione presenta angoli smussati, evocando più malinconica e concentrata riflessione che non brusco impeto.
Sono anzi i tanti momenti di quiete e di quasi completa stasi a incorniciare il meglio di “I Am Responsible”, presenti sotto forma di interludi di autentico slow-core all’interno delle lunghe suite “Bear” e “Två” ma anche capaci di sorreggere da soli un intero brano, come nel caso della rallentata delizia “Appendix”, ove l’elemento vocale, che peraltro si affaccia nella maggior parte dei brani, accenna melodie di impalpabile solennità.

Quello che colpisce di “I Am Responsible” è proprio la sua varia ed equilibrata miscela di elementi, conseguita con sapienza compositiva ma soprattutto grazie a un’attitudine espressiva schietta e densa di contenuto emotivo, ovvero dell’essenza intima di una musica che a tutt’oggi continua ad avere senso, ma solo a patto di restare coerente, in questo caso come in quello recente dei This Will Destroy You, con le sue necessarie precondizioni artistiche e di sensibilità.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 8 febbraio 2008 da in recensioni 2008.
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