music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Variations Of Static

ÓLAFUR ARNALDS – Variations Of Static
(Erased Tapes, 2008)

Un nuovo nome da tenere d’occhio si affaccia da quella terra affascinante e musicalmente fervida che è l’Islanda: Ólafur Arnalds è un artista e compositore già balzato all’attenzione degli amanti delle ovattate emozioni sonore nel 2006, con un album autoprodotto intitolato “Eulogy for Evolution”, nel quale accanto a lente e delicate piéce pianistiche trovavano spazio un paio di irruenti impennate elettriche in classico stile post-rock.

Quell’album è valso al giovane islandese (oggi appena ventunenne) l’interesse dell’etichetta britannica Erased Tapes, che lo ha ripubblicato lo scorso anno e presenta oggi il suo seguito, sotto forma di un mini album di cinque tracce nel quale Arnalds sviluppa i temi già presenti nel suo debutto, aggiungendovi altresì ulteriori prove di una sensibilità non limitata agli strumenti e alle strutture compositive utilizzate in precedenza ma comprensiva di un timido approccio all’elettronica e dell’attitudine alla creazione di paesaggi sonori visionari, compiutamente descrittivi di quel peculiare fascino nordico connaturato a tante produzioni musicali islandesi.

I poco più di venti minuti di “Variations Of Static” grondano infatti di sentori artici, filtrati attraverso composizioni notturne, incentrate non solo su minimali note pianistiche, ma su arrangiamenti d’archi che conferiscono placidi contorni sognanti a brani strumentali, avvolti intorno a semplici loop e a tratti solcati da tenui glitch, field recordings e voci lontane.
Tutto è lento e sfumato in questi cinque brani, che alternano la fusione di tutti gli elementi sopra elencati secondo modalità prossime a quelle di The Album Leaf (soprattutto nell’iniziale “Fok”) a melodie vaporose, in graduale ma continuo movimento nel dialogo tra piano e archi (“Haust”) o piano ed elettronica (“Við Vorum Smá…”) o ancora nella conturbante impalpabilità dei restati brani, nei quali Arnalds dimostra di trovarsi compiutamente a proprio agio nell’elaborazione con mezzi e sensibilità moderna di un classicismo romantico, descrittivo e ricco di suggestioni.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 17 maggio 2008 da in recensioni 2008.
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