music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Doubleplusgood

bubblegum_lemonade_doubleplusgoodBUBBLEGUM LEMONADE – Doubleplusgood
(Matinée, 2008)

Sulla pagina Myspace della band “gemella” di questi Bubblegum Lemonade, Strawberry Whiplash, sostiene che chiunque a Glasgow fa parte di una pop-band; e, per quanto verosimile possa essere l’affermazione, bisogna ammettere che lui contribuisce non poco a tener alta la media del rapporto tra popolazione e gruppi musicali, visto che è stato ed è tuttora coinvolto in una mezza dozzina di progetti, dei quali proprio questi due più recenti sono stati prontamente messi sotto contratto dalla Matinée, etichetta il cui nome è un’autentica garanzia in ambito indie-pop.
Il soggetto in questione è un rubicondo quarantenne che risponde al nome di Lawrence “Laz” McCluskey, e che dall’aspetto potrebbe incarnare alla perfezione lo stereotipo di un indie-boy scozzese troppo cresciuto, mentre dall’atteggiamento e dalla passione con cui vive la musica potrebbe sembrare un personaggio uscito dalla penna di Nick Hornby.

Appassionato di qualsiasi cosa negli ultimi quarant’anni sia suonato “pop”, il buon Laz, accompagnato da altri tre musicisti (tra cui la moglie Sandra), si presenta imbracciando la sua fedele dodici corde Rickenbacker e dichiarando esplicitamente l’influenza sixties sulla sua musica. Dati questi presupposti e in linea con le anticipazioni offerte da due Ep usciti nel corso dell’anno (“Ten Years Younger” e “Susan’s In The Sky”), l’album di debutto non poteva che essere una raccolta di brevi popsongs dalle melodie semplici e coinvolgenti, ma supportate da un discreto impianto strumentale, che non solo non contraddice il palese riferimento ai Byrds, ma attinge a piene mani da un lato all’esperienza pop scozzese (House Of Love, Teenage Fanclub, Pastels, Delgados) e dall’altro agli aspetti più melodici espressi lungo tutto l’arco temporale della musica inglese che va dai Jesus & Mary Chain alla Sarah Records, lambendo altresì i primi My Bloody Valentine e il Madchester-sound.

Insomma, di tutto un po’ e nemmeno troppo rielaborato, ma messo al servizio di dodici canzoni brevi (trentadue minuti in tutto) che, superato l’approccio moderatamente lo-fi degli Ep, entrano facilmente in circolo, non solo grazie alla limpidezza delle melodie ma soprattutto in ragione del corposo contributo chitarristico e di ritmiche decisamente poco invasive eppure contrassegnate da percettibili sfumature wave.
La straordinaria naturalezza di “Doubleplusgood” relega agevolmente in secondo piano considerazioni di ordine stilistico, conformando secondo fisionomie di volta in volta mutevoli brani che non pretendono di essere altro che canzoni pop, perfette nella fugacità della loro bellezza e durata. Laz confeziona infatti in modo mirabile melodie giocose e discretamente solari, che alternano chitarre liquide e arrotondate, ritmi trascinanti, tastiere briose e persino qualche moderato accenno psichedelico.

Volendo praticare il gioco degli accostamenti, vengono in mente le tante band inglesi dalle maglie a righe e dai capelli sugli occhi, il sognante languore dei La’s o i Clientele spogliati delle loro atmosfere uggiose; ma il denso suono creato dai Bubblegum Lemonade riesce comunque a evitare rischi di eccessiva prevedibilità, in prevalenza diluendo l’esile tensione elettrica in melodie scatenate, ma anche irrobustendo suoni e ritmiche (“Beautiful Friends” potrebbe sembrare uscita da “Isn’t Anything”!) o instillando una sottile malinconia finale (“Last Weekend”), che contraddice solo in parte lo spirito gioioso del resto del lavoro.
Divertente ed evidentemente divertito, questo coloratissimo debutto incarna alla perfezione l’essenza di tutto quanto possa chiedersi a un genuino disco pop, sostenuto da immutato entusiasmo per la musica e ricchissimo di canzoni contagiose che, parafrasando il nome della band, definiscono la freschissima dimostrazione di un bubblegum-pop niente affatto stucchevole e dal particolare (retro)gusto di limone.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 19 dicembre 2008 da in recensioni 2008.
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