music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Dead Man Is Coming To Town

DEAD MAN WATCHING – Dead Man Is Coming To Town
(Autoprodotto, 2009)

Avevamo lasciato il terzetto veronese dei Dead Man Watching un paio di anni fa, all’epoca del loro primo Ep autoprodotto, come la risultante di un incontro estemporaneo tra musicisti accomunati dalla passione per una scrittura intimista e per i profili più rallentati del rock alternativo statunitense tra anni 90 e 2000.

Li ritroviamo oggi, nella stessa forma indipendente e casalinga e nella medesima formazione, adesso consolidata come progetto artistico autonomo e ormai proiettato verso la realizzazione di un album che, in attesa di venire alla luce e magari essere notato da qualche etichetta, viene adesso anticipato da un nuovo Ep di sei tracce, che consacra l’attuale stato dell’arte della band, segnandone la graduale evoluzione verso un indie-rock d’autore a metà tra il sapore sottilmente amaro di un abbandono contemplativo e l’immediatezza melodica da college radio.

Questo secondo elemento rappresenta quello di principale snodo rispetto all’esordio, poiché “Dead Man Is Coming To Town” mantiene sì fermi gli evidenti riferimenti del suo predecessore alle opere di band quali Codeine ed Early Day Miners, esplicitandoli tuttavia in uno stile più diretto e consapevole, la cui progressiva maturazione traspare dal cantato morbido e sofferto al tempo stesso del leader della band John Mario. Ed è proprio il suo calibrato registro interpretativo a rappresentare un fattore di equilibrio per molti dei brani, bilanciando con toni maggiormente impostati l’indolente malinconia acustica dell’iniziale “Everything Everyone” (coronata da un’armonica bluesy) e facendosi invece più soffice laddove salgono in cattedra trame elettriche accuratamente frammentate come quelle dei Karate e un’impostazione in genere più schiettamente “rock”, che sfocia addirittura nell’immediatezza pop-rock di “Love In The Afternoon”.

I Dead Man Watching non disperdono tuttavia il fascino di chitarre dalla dolente circolarità, che corrono sottotraccia nella maggior parte dei pezzi dell’Ep, fino a circondare, in pieno stile Early Day Miners, gli sparuti accenni elettronici di “One Day Left”, che costituiscono l’ulteriore tratto saliente di questa nuova, breve opera. Proprio in quanto caratterizzato da tale invidiabile varietà di suoni e soluzioni, “Dead Man Is Coming To Town” fin dal suo titolo si pone quale succulenta anticipazione di una futura opera su più vasta scala, che per intanto offre un’ampia rassegna delle potenzialità della band veronese, che si conferma tra le realtà più vivide e dall’ampio respiro del sottobosco indipendente italiano.

(pubblicato su ondarock.it)

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Questa voce è stata pubblicata il 15 dicembre 2009 da in recensioni 2009.
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