music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Winter Island

ALLYSEN CALLERY – Winter Island E.P.
(Woodland Recordings, 2011)

Il suo secondo disco, “Hobgoglin’s Hat”, ha segnato un importante passaggio nella vita artistica di Allysen Callery, cantautrice per passione che, non più giovanissima, ha imbracciato in solitaria una chitarra dalle corde di nylon per accompagnare con la loro magia le sue canzoni scarne e incantate.

Attraverso le infinite vie della rete, la musica dell’artista del Rhode Island ha cominciato a diffondersi come merita, tanto da portarla per la prima volta in Europa, per un breve tour che ha toccato Germania e Svizzera, anche grazie all’interessamento dell’etichetta berlinese Woodland Recordings, che ha da poco pubblicato il suo nuovo Ep “Winter Island”, in sole cento copie deliziosamente confezionate.
Nei ventitre minuti dell’Ep, la Callery conferma il fascino della sua voce – catturata in media fedeltà in ambienti ovattati, capaci di farla risuonare nella sua cristallina purezza – mentre a dispetto dell’essenziale formula voce-e-chitarra, i richiami al folk restano sullo sfondo di atmosfere intimamente sospese, inafferrabili come i fenomeni atmosferici invernali, le cui immagini ricorrono in canzoni che narrano d’amore, desiderio e omicidi.

L’isola invernale di Allysen Callery è al tempo stesso metafora della solitaria genesi delle sue canzoni e istantanee degli scorci osservati nella stagione più fredda dell’anno nella sua casa in prossimità della spiaggia, che l’unitario flusso dell’Ep restituisce con visionaria e coinvolta fedeltà, alternando l’effimera stasi degli animali fatti di neve di “Snow Pony” alla sommessa psichedelia del breve strumentale “Highwire Tightrope”, fino a sfiorare tepori bluesy nella conclusiva “Muse Me”.
Citazione a parte meritano la splendida reinterpretazione del traditional britannico “Young Edwin” – murder ballad scoperta da Allysen negli anni della sua adolescenza attraverso la band folk-rock Steeleye Span – e la dolce intimità materna di “Favourite Son”, brano peraltro regalato in anteprima alla raccolta in download gratuito OndaDrops Vol. 3.

Nella loro essenziale spontaneità, le canzoni di “Winter Island” costituiscono un degno seguito di “Hobgoglin’s Hat”, rinnovando l’incanto di suggestioni e sentimenti al quale può dar luogo anche la sola interazione tra le corde di una chitarra acustica e una voce fatata come quella di Allysen Callery.

(pubblicato su ondarock.it)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 7 giugno 2011 da in recensioni 2011 con tag , , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: