music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

seagull_ocean_from_aboveSEAGULL – Ocean From Above
(Two Bright Lakes, 2013)

L’immagine del gabbiano che dall’alto di una scogliera osserva l’oceano, ricavata dall’alias dell’artista e da titolo e del disco, non è forse estremamente originale, eppure rappresenta in maniera sufficientemente esaustiva l’indole del cantautore australiano Chris Bolton, così come espressa nel suo terzo disco a nome Seagull. Atmosfere intime e cadenze sfumate pennellano infatti i paesaggi naturali ed emotivi racchiusi nelle dieci tracce di “Ocean From Above”, rese con fragile impressionismo dall’artista di Melbourne, che non si limita a proporre uno scarno formato acustico ma da un lato gioca con i timbri delicati della sua voce, talora persino filtrandoli moderatamente, e dall’altro sul suo songwriting umbratile innesta morbide percussioni e una serie di minuti cammei di fisarmonica, clarinetto e pianoforte.

Quello di “Ocean From Above” risulta così un affresco sentito e sufficientemente vario, nel quale Bolton amplifica la sua sensibilità da cantautore “da cameretta” imprimendo ai brani una pluralità di direzioni, tuttavia tutte accomunate dal medesimo denominatore di un’introspezione contemplativa dai prevalenti tratti narcolettici. Le deviazioni più ardite da tale punto di partenza, costituite dalle pulsazioni elettroniche (di sapore un po’ troppo radiohead-iano) di “Original Shape” e dall’unico passaggio upbeat elettrico di “Unclaimed Luggage”, sembrano meno confacenti al timido songwriting di Bolton, invece decisamente più a proprio agio nei passaggi declinanti quasi a rarefazioni ambientali (“Anhedonia”) e in quelli in cui le sue canzoni ampliano il proprio respiro a variegate sfumature strumentali nella stessa misura in cui la sua sensibilità si dischiuda alla condivisione.

Si formano così piccole gemme come la lenta ballata al piano dai contorni quasi jazzy “All For One”, la mesmerica conclusione “Broth”, impreziosita dalla salmastra malinconia del clarinetto di Ruby Fiedler, la quale partecipa tra l’altro anche in funzione di seconda voce alla splendida “Fading Away”, apice delicato e intenso di un lavoro che dall’immaginario iniziale mutua la leggerezza aerea e incontaminata, trasformandola in un understatement estremamente personale e tuttavia animato dalla curiosità di aprirsi a nuovi orizzonti artistici e umani.

http://seagullmusic.bandcamp.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 6 febbraio 2014 da in recensioni 2013 con tag , , , , , , , , .
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