music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

monorail_songs_from_calm_streetMONORAIL – Songs From Calm Street
(Lumbago, 2015)

Dalla “cameretta” delle canzoni raccolte in “Bedroom Recordings” (2011), lo sguardo di Mattias Oskarsson si rivolge al mondo esterno, o quanto meno a una sua parte limitata e conosciuta. L’artista svedese si accosta semplicemente alla sua finestra che affaccia su una strada tranquilla, per raccontare nuove storie di semplice e (stra)ordinaria quotidianità: come lui stesso racconta, l’ispirazione per “Songs From Calm Street” si è nuovamente materializzata nella sua casa di Malmö, situata appunto a suo dire su una strada tranquilla.

Eppure, le suggestioni che ammantano il nuovo disco firmato Monorail – appena il secondo e anzi il primo scritto in maniera organica in dieci anni trascorsi tra brani sparsi e molteplici collaborazioni – vengono da lontano, nel tempo più che nello spazio, visto che nelle sue undici tracce la scorrevole scrittura pop di Oskarsson si ammanta di un ventaglio di riferimenti stilistici dichiaratamente risalenti agli anni Sessanta, recuperati non solo nella loro primigenia dimensione “rock” ma soprattutto attraverso quella di compositori quali John Barry ed Ennio Morricone.

Del resto, Oskarsson non è mai stato un semplice songwriter folk, pur lontanamente evocato dalla cullante malinconia della title track d’apertura di “Songs From Calm Street” e dagli arpeggi acustici dell’ottima “Here Comes The Drone”. Nel nuovo lavoro, l’orizzonte dell’artista svedese appare piuttosto quello di una ricombinazione di psichedelia sixties e rock d’annata sotto le insegne di una scrittura pop scorrevole e sbarazzina, persino giocosa nella capacità di non prendersi troppo sul serio palesata in divertissement quale ad esempio la schitarrata che conclude la danzante “I Don’t Know What I Did But It Hurt”.
La predominante attitudine pop di Oskarsson è evidente tra le righe ironiche della trasognata “Exercise Your Right To Be Boring” e nel piglio beatlesiano lieve e sbarazzino di “The Melancholy Beat” e “Potential Stalker”, ma non svanisce in nessuno dei concisi brani dell’album, che si tratti della miniaturale ballata pianistica in ottanta secondi “The Sound Of You And Me” o dell’incalzante passo rock di “The Ultimate Darkness”.

Benché soprattutto nella sua parte finale la vena retrò di Oskarsson prenda decisamente il sopravvento, non per questo “Songs From Calm Street” risulta un album anacronistico e nemmeno preda di un revival fine a se stesso. Merito della leggerezza pop dell’artista svedese e della spontaneità dello spirito con il quale non si limita a riecheggiare un’estetica ma la introietta, declinandola secondo le tante sfaccettature della sua personalità artistica. “Songs From Calm Street” è quindi più che altro un piacevole viaggio fuori dal tempo, in una dimensione di fertile quiete creativa.

http://www.monorail.se/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 26 marzo 2015 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: