music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

sea_lion_desolate_starsSEA LION – Desolate Stars
(Turnstile, 2015)

Corde che vibrano lentamente e una voce sottile che si muove nell’ombra: sono gli elementi costitutivi dell’arte discreta di Linn Osterberg, cantautrice svedese segnalatasi lo scorso anno per la fragile intensità delle sue interpretazioni in penombra con le quattro brevi tracce dell’Ep “Cobra’s Eyes”. Dopo un altro Ep interlocutorio (“Big Moon”, 2014) è ora la volta di quello che viene presentato come il suo primo album vero e proprio sotto l’alias Sea Lion, nonostante la sua struttura di sette brani preceduti da un’“Intro” ambientale raggiunga appena i venticinque minuti di durata totale.

Comunque lo si voglia considerare, “Desolate Stars” è una raccolta di cartoline introspettive dai contorni indefiniti, che la Osterberg traccia con pochi tratti, scarni arpeggi risuonanti in uno spazio intimo, che si fanno talora decisi, persino bruschi, a rivelare il fuoco di un’inquietudine che brucia sotto la cenere ovattata di armonie in fragile equilibrio, tanto delicate quanto sempre sul punto di sciogliersi in commozione.

Nascono così brani in punta di dita, nei quali l’artista svedese rifonde un’eleganza suadente che non può non far pensare a Hope Sandoval (“If My Baby” e la conclusiva title track), condita da arpeggi o scarni riverberi (“Ghostlands”, “Baby’s Town”), che non mancano di assumere consistenza ruvida di piccolo spasmi elettrici (“He Wears A Smile”).
Una carica di elettricità statica aleggia sospesa nel raccolto ambiente sonoro della Osterberg, manifestandosi nella sensazione spaziale che avvolge i brani anche quando alla chitarra subentra il pianoforte (nella soffusa ballata “Room”).

Lo stesso senso di sospensione, di tensione emotiva appena trattenuta, si percepisce nelle interpretazioni, a loro modo sognanti eppure intrise di malinconia condensata nella declinazione di un understatement in ogni senso distante dai cliché della timidezza cantautorale “da cameretta”; nonostante sia senza dubbio quella la dimensione dalle quale provengono le sue canzoni, in “Desolate Stars” Linn Osterberg le ha riempite di un’incantevole miscela di fragilità e forza espressiva.

http://www.facebook.com/sealionlinn

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Questa voce è stata pubblicata il 1 ottobre 2015 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , , , , .
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