music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

bendithBENDITH – Bendith
(Recordiau Agati, 2016‎)

L’iconografia bucolica che ne contraddistingue l’artwork funge già da adeguato biglietto da visita per l’esperienza di Bendith, risultante dall’unione tra due band gallesi, ovvero Colorama (Carwyn Ellis) e Plu (Elan, Marged e Gwilym Rhys). L’omonimo album di debutto della nuova formazione così costituita mantengono pienamente fede alla sua modalità di presentazione, del resto corrispondente alle sue premesse, frutto di una duplice ricerca che ha unito i quattro musicisti, quella delle proprie radici e di una quiete che non poteva trovare contesto più adeguato di una vera e propria immersione nella natura in una zona rurale del Galles.

È lì che hanno preso forma dieci brani che combinano la sensibilità indie-pop di Colorama con il folk tradizionale di Plu all’insegna di melodie dalle tinte pastello e di un cantato in gaelico insospettabilmente lieve. Al quartetto si sono inoltre aggiunti altri musicisti che hanno contribuito a dotare di una dolce aura orchestrale canzoni imbevute di ricordi degli spensierati tempi della giovinezza, trascorsi dai musicisti tra vallate verdi e ruscelli incontaminati; il tocco delicato della band non lascia comunque percepire un contenuto nostalgico di brani dai toni, invece, ariosi, leggiadri e persino giocosi, a partire dal delizioso singolo “Danybanc” e dai suoi latineggianti contorni sixties.

Leggerezza e sottile malinconia, come in ogni autentico disco pop, rappresentano le cifre che si ricombinano in continuazione lungo la tracklist dell’album, variamente declinate in strumentali vaporosi, scanditi da cristallini arpeggi acustici e in melodie arcadiche e sognanti. Ne risulta così una galleria di quadretti bucolici, coronati da moderato lirismo (“Angel”, “Pan Own Y Gwanwyn”) e da una coralità esecutiva tale da avvolgere retaggi più evidentemente legati alla tradizione folk locale (“Y Gyfrinach”) in un incantato contesto sonoro alimentato in maniera equilibrata dalla sottile patina elettronica propria di Colorama.

L’unione di sensibilità e di mondi espressivi diversi sintetizzata nelle dieci tracce dell’omonimo debutto dei Bendith loro rendono assolutamente fuori dagli schemi, eppure di tutta evidenza frutto di un’ispirazione spontanea e di una non comune capacità di scrittura pop, tale da farne senz’altro una delle proposte più particolari dell’anno ormai al termine.

http://www.bendith.cymru/

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Questa voce è stata pubblicata il 29 dicembre 2016 da in recensioni 2016 con tag , , , , , , , .
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