music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

jordan_ireland_with_purple_orchestraJORDAN IRELAND WITH PURPLE ORCHESTRA – Jordan Ireland with Purple Orchestra
(Spunk, 2017)

Da chitarrista della band post-rock The Middle East, circa una decina di anni fa, Jordan Ireland aveva esplorato modalità compositive dinamiche e fortemente incentrate sul coinvolgimento emotivo. I caratteri di quell’esperienza, conclusasi nel 2011, non sono del tutto smarriti nella nuova dimensione solista di Ireland, parimenti gravitante tra cantautorato e orchestrazioni elegantemente rarefatte.

Il composito profilo espressivo dell’artista australiano si coglie fin dalla denominazione di Jordan Ireland with Purple Orchestra, sotto la quale viene pubblicato quello che a tutti gli effetti è il secondo album del secondo capitolo della sua nuova vita artistica (il primo “Temperate Touch & Tropical Tears” era uscito con l’alias Stolen Violin nel 2013).
I nove brani contenuti nel lavoro combinano infatti una scrittura cantautorale lieve, spesso appena accennata, con ambientazioni sonore inafferrabili, risultanti tanto da sommesse aperture orchestrali quanto da eteree sospensioni atmosferiche. L’alto lirismo delle interpretazioni di Ireland, che pure si svolgono in prevalenza sottovoce, si allega così ad ambientazioni sognanti e raffinate, costellate da organi, fiati, violoncello, dulcimer, gentili tocchi acustici e sorprendenti inserti di ritmiche etniche.

Tutto contribuisce a creare un alone onirico e straniante ai brani di Ireland, nei quali scolorano quasi le differenze tra parti strumentali e cantate, saldandosi di fatto queste ultime con fondali sonori visionari, che si estendono da una psichedelia vintage popolata da sfumature esotiche ad ambientazioni nordiche tanto impalpabili da trascendere la stessa semantica cantautorale. In entrambi i casi, la musica di Jordan Ireland with Purple Orchestra si dimostra in grado di creare mondi sonori alieni, risultanti da un variopinto ventaglio di riferimenti temporali e geografici, profondamente evocativo come la sua peculiare combinazione di orchestrazioni ariose con una diafana vena cantautorale.


http://www.spunk.com.au/artists/jordan-ireland/

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